CRONACHE TARANTINE
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Taranto si sveglia ogni mattina dentro un labirinto di cantieri, deviazioni e code interminabili.
«Per raggiungere la scuola ci mettiamo anche un’ora, e poi ci segnano pure il ritardo ingiustificato», raccontano gli studenti delle borgate, esasperati da una situazione che, giorno dopo giorno, sta diventando insostenibile. È da queste voci che parte la denuncia del consigliere comunale di Forza Italia, Rosario Ungaro, che parla apertamente di «odissea quotidiana» e chiede al Comune interventi immediati.
Secondo Ungaro, i lavori per la realizzazione della BRT e gli interventi straordinari sulla viabilità stanno paralizzando intere zone della città, con ripercussioni pesantissime soprattutto per chi deve raggiungere il centro nelle ore di punta. Le testimonianze raccolte descrivono un quadro chiaro: imbottigliamenti record su Viale Jonio e Magna Grecia, restringimenti di carreggiata, autobus deviati e rallentati, mezzi Kyma Mobilità costretti a percorsi alternativi che allungano ulteriormente i tempi. «Per pochi chilometri si impiega anche un’ora», sottolinea Ungaro, evidenziando come la situazione colpisca non solo gli studenti ma anche i lavoratori che devono raggiungere il posto di lavoro.
La beffa, aggiunge il consigliere, arriva quando i ragazzi – pur partendo con largo anticipo – entrano in classe a lezione già iniziata e si vedono segnare un ritardo ingiustificato. «È inaccettabile che una carenza organizzativa e logistica della città ricada sul rendimento e sulla condotta scolastica dei nostri giovani», afferma, chiedendo che le istituzioni intervengano per evitare che i cantieri diventino un ulteriore ostacolo nel percorso formativo degli studenti.
Ungaro avanza tre richieste precise. La prima riguarda una deroga scolastica: un intervento immediato presso gli uffici scolastici territoriali affinché i ritardi causati dai cantieri certificati non vengano conteggiati come note di demerito. La seconda è l’attivazione di corsie preferenziali d’emergenza e un monitoraggio più serrato della Polizia Locale nelle ore di punta, per garantire maggiore fluidità al traffico dei mezzi pubblici e dei bus scolastici. La terza è una comunicazione chiara e trasparente: una tempistica certa sulla fine dei lavori, attualmente prevista per giugno 2026, e un coordinamento più efficace tra i diversi cantieri che insistono contemporaneamente sulle stesse arterie.
«Non possiamo lasciare che siano gli studenti e i lavoratori a pagare il prezzo più alto di questa situazione», conclude Ungaro, chiedendo al Comune un’assunzione di responsabilità e soluzioni immediate per restituire alla città una mobilità almeno sostenibile.