CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Non tiratela per la giacchetta, perché Stefania Fornaro, già assessore all’Ambiente nella passata legislatura con il sindaco Rinaldo Melucci, rompe il silenzio e interviene per mettere ordine in una vicenda che negli ultimi giorni ha alimentato ricostruzioni, retroscena e supposizioni.
Tutto nasce da alcuni articoli di stampa secondo cui, parallelamente al rientro tra i ranghi del Partito democratico di Gianni Azzaro — notizia confermata dalla segretaria provinciale Anna Filippetti — si sarebbe aperta la possibilità di un ingresso della stessa Fornaro nella giunta comunale. Una prospettiva che, secondo tali ricostruzioni, deriverebbe dal fatto che il Pd, dopo l’adesione dell’assessora Federica Stamerra ad Azione, rivendicherebbe un terzo assessorato oltre agli attuali Mattia Giorno, che ricopre anche il ruolo di vicesindaco, e Lucio Lonoce.
Fornaro, però, respinge ogni ipotesi e lo fa con parole nette. «In riscontro agli articoli di stampa emersi in questi giorni, ritengo necessario sgomberare il campo da ogni forma di gossip politico», afferma, chiarendo fin da subito che non c’è alcuna trattativa in corso né alcun progetto di rientro sulla scena amministrativa. «A distanza di quasi un anno continuo a essere sistematicamente richiamata, nonostante io sia ormai lontana da Taranto e pienamente impegnata nel mio percorso personale e professionale», osserva, sottolineando come il suo nome venga ciclicamente tirato in ballo senza che vi sia un suo coinvolgimento diretto.
L’ex assessora precisa che non esiste alcun movimento sotterraneo, né da parte sua né per suo conto. «Né io né alcuno per mio conto abbiamo avviato trattative di alcun genere, tantomeno quelle riportate. Allo stato attuale dei fatti, resto semplicemente la prima dei non eletti e ho deciso di mettere in stand‑by ogni percorso politico». Una posizione chiara, che Fornaro ribadisce anche sul piano del metodo: «Qualora dovessi assumere decisioni diverse, sarà mia cura comunicarle direttamente e in modo trasparente».
Da qui l’invito rivolto alla politica e ai media a riportare il dibattito su temi più rilevanti per la comunità. «Colgo inoltre l’occasione per invitare la politica e gli organi di informazione a concentrare l’attenzione su questioni ben più serie e rilevanti per la comunità, evitando di alimentare ricostruzioni personali che non contribuiscono in alcun modo al dibattito pubblico né alla soluzione dei problemi reali dei cittadini». Un richiamo che suona come una richiesta di responsabilità, in un momento in cui la città è attraversata da tensioni politiche e da un confronto interno ai partiti che spesso si traduce in voci, ipotesi e scenari non verificati.
Fornaro, tuttavia, non rinuncia a una lettura più ampia di quanto sta accadendo. «Non posso tuttavia esimermi dal stigmatizzare come questo continuo coinvolgimento di persone estranee ai fatti rappresenti un gioco politico volto ad agitare e a intorbidire le acque», afferma, indicando un clima in cui nomi e figure vengono utilizzati come pedine per equilibri interni e promesse elettorali. Un riferimento esplicito alle dinamiche che, secondo lei, deriverebbero dal tentativo di dare seguito a impegni presi durante la campagna elettorale regionale, «che presupporrebbero l’ingresso in giunta di altri ex assessori dell’amministrazione Melucci, in un contesto in cui ormai le persone sembrano ridotte a mere pedine, private di nome e cognome».
Il messaggio è chiaro: Fornaro non è della partita, non è coinvolta in trattative e non intende essere trascinata in un dibattito che non le appartiene. E soprattutto rivendica il diritto a non essere utilizzata come simbolo o strumento di equilibri politici che si giocano altrove. Una presa di posizione che mira a chiudere il caso, ma che al tempo stesso illumina le tensioni che attraversano il centrosinistra tarantino e il rapporto tra partiti, amministrazione e aspettative generate nelle ultime tornate elettorali.