CRONACHE TARANTINE
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Taranto torna al centro di un confronto politico che, al di là dei tecnicismi, tocca una questione cruciale: il destino delle risorse del Just Transition Fund, il fondo europeo pensato per accompagnare i territori più colpiti dall’inquinamento industriale verso un nuovo modello economico.
Da un lato c’è la preoccupazione espressa dal gruppo regionale di Fratelli d’Italia, convinto che l’intesa sull’idrogeno tra Puglia e Alto Adige possa tradursi in un indebolimento della strategia pensata per l’area ionica. Dall’altro, la Regione Puglia, come ribadisce il consigliere regionale del Partito democratico, Cosimo Borraccino, respinge ogni allarme e ribadisce che nessun euro destinato a Taranto verrà dirottato altrove. Due letture opposte di uno stesso scenario, che raccontano quanto sia delicato il tema della transizione e quanto il territorio continui a vivere con apprensione ogni possibile deviazione dal percorso tracciato.
Fratelli d’Italia parte da un episodio preciso: l’incontro del 20 aprile tra l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Eugenio Di Sciascio, e il vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano, Daniel Alfreider, per accelerare la collaborazione sull’idrogeno. Un appuntamento che, secondo il gruppo di opposizione, sarebbe passato «troppo in sordina» e che potrebbe aprire la strada a un utilizzo improprio delle risorse europee. «Tale intesa rischia di dirottare risorse del Just Transition Fund su progetti di carattere interregionale o extraregionale, a scapito delle reali esigenze produttive, ambientali e occupazionali del territorio tarantino», sostengono i rappresentanti del partito, ricordando che il JTF è stato concepito per sostenere «i territori più inquinati e che pagano un prezzo sociale e industriale altissimo». Da qui la richiesta di una rimodulazione urgente del programma, affinché il fondo diventi «effettivamente operativo per le imprese e i lavoratori di Taranto e provincia». L’interrogazione presentata alla Giunta chiede chiarimenti sulle risorse già impegnate, sulla possibilità di convocare un’audizione con tutti i rappresentanti del territorio e sulle azioni concrete per evitare quella che definiscono la “vendita” dei fondi a progetti non prioritari.
La risposta di Cosimo Borraccino è netta e mira a spegnere ogni timore. «Ritengo di tranquillizzare la popolazione ionica giacché ritengo infondate le rimostranze mediatiche sollevate da alcuni colleghi dell’opposizione», afferma il consigliere, che ricorda come le misure per Taranto siano state pianificate prima con Michele Emiliano e oggi con il presidente Antonio Decaro, e che verranno «concretizzate attraverso i fondi europei del Just Transition Fund». Nessun rischio di dispersione, secondo Borraccino: «L’incontro avvenuto tra l’assessore Di Sciascio e il vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano non prevede alcun accordo sull’idrogeno che possa compromettere l’utilizzo dei fondi JTF destinati a Taranto». E ancora: «Le risorse finanziarie destinate agli investimenti previsti per Taranto non verranno in alcun modo toccate». Il consigliere ricorda che l’intesa con il Trentino risale al 2024 e che «non è mai stato previsto di destinare nemmeno un euro verso il Nord sottraendolo ai fondi riservati a Taranto», sottolineando che Trento «non necessita del nostro sostegno economico» e rappresenta piuttosto «un modello da cui trarre ispirazione per esperienza e opere realizzate».
Due posizioni che si fronteggiano, dunque, in un clima in cui ogni segnale viene letto con attenzione e, talvolta, con apprensione. Da una parte il timore che la transizione possa perdere di vista il territorio che più di tutti ne ha bisogno; dall’altra la volontà di rassicurare e ribadire che il percorso tracciato resta solido e immutato. Sullo sfondo, Taranto e la sua lunga attesa di una trasformazione che non può permettersi ulteriori incertezze.