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Taranto ha assistito a una seduta consiliare che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto unire la città attorno a uno dei suoi patrimoni più profondi. Invece, secondo la minoranza, si è trasformata in un’occasione mancata.

La mozione sulla valorizzazione dei Riti della Settimana Santa — presentata per avviare formalmente il percorso verso il riconoscimento Unesco — è stata infatti bocciata dalla maggioranza, suscitando sorpresa e amarezza tra i proponenti.


«Una decisione grave e incomprensibile, che nulla ha a che vedere con il merito della proposta ma tutto con una gestione strumentale della politica», affermano i consiglieri comunali di opposizione, sottolineando come il provvedimento avesse un obiettivo chiaro: rafforzare il percorso istituzionale di tutela dei riti più identitari della comunità tarantina. Un percorso che, ricordano, era già stato avviato dallo stesso sindaco Piero Bitetti insieme alle Confraternite. «La nostra proposta si inseriva in piena coerenza con questo lavoro, con l’obiettivo di rafforzarlo, strutturarlo e condividerlo formalmente in Consiglio comunale, dando alla città un segnale unitario».
Proprio per questo, il voto contrario appare ai consiglieri «ancora più paradossale». La minoranza sostiene che il vicesindaco Mattia Giorno avrebbe dato indicazione alla maggioranza di respingere la mozione, nonostante la convergenza sul merito. «È stata bocciata, nei fatti, una proposta che non era della minoranza, ma della città intera», dichiarano, parlando di uno stop imposto «al solo scopo di mantenere una forma di egemonia politica su un tema che invece dovrebbe unire e non dividere».
Il punto, per i firmatari, è che i Riti della Settimana Santa non possono diventare terreno di scontro. «È inaccettabile che si utilizzi un patrimonio spirituale e culturale così profondo come terreno di scontro politico. I Riti non sono di una parte: sono dei tarantini». La mozione, spiegano, prevedeva un percorso articolato: dall’inserimento nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Regione Puglia alla creazione di un Comitato Tecnico-Scientifico con il coinvolgimento diretto delle Confraternite dell’Addolorata e del Carmine, fino alla costruzione di una rete internazionale per una candidatura Unesco solida e credibile. «Non si trattava di una bandierina politica, ma di un investimento sul futuro della città, sulla sua identità e sulla sua capacità di stare nei circuiti culturali internazionali».
Per la minoranza, il voto contrario assume dunque un significato esclusivamente politico: «Si è scelto consapevolmente di bloccare un percorso condiviso pur di non riconoscere un’iniziativa non partita dai propri banchi. È una scelta che impoverisce la città e dimostra una visione corta, incapace di distinguere tra interesse pubblico e interesse di parte».
Nonostante la bocciatura, i consiglieri annunciano che il lavoro continuerà. «La valorizzazione dei Riti della Settimana Santa non si ferma con un voto in aula. Continueremo a lavorare insieme alle Confraternite e alla comunità tarantina affinché questo patrimonio ottenga il riconoscimento e la tutela che merita. Perché l’identità di Taranto non può essere ostaggio di logiche politiche».

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