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La protesta dei residenti di via Orsini, al rione Tamburi, è tornata a farsi sentire con forza, e questa volta non è rimasta senza eco politica.

Dopo anni di segnalazioni ignorate, diffide rimaste senza risposta e promesse mai mantenute, il malcontento esploso nel condominio di via Orsini 2 ha trovato una prima risposta istituzionale con l’interrogazione urgente depositata dal consigliere comunale del M5S, Gregorio Stano. Una vicenda che intreccia paura quotidiana, richieste di sicurezza e la sensazione diffusa di essere stati lasciati soli.
I residenti denunciano da tempo un dissesto stradale ormai divenuto insostenibile: l’avvallamento del manto in prossimità del cavalcavia ferroviario provoca continue scosse sussultorie avvertite chiaramente all’interno degli appartamenti. «Ogni volta che passa un mezzo pesante, i palazzi tremano come se ci fosse un terremoto», raccontano, spiegando che le vibrazioni si percepiscono fino ai piani alti e che «non è più tollerabile vivere con la paura». Il fenomeno, segnalato per anni senza esito, ha generato un clima di forte preoccupazione, alimentato dal timore che quelle scosse possano essere il segnale di criticità strutturali mai verificate.
Nel settembre 2024 il condominio, esasperato, si era rivolto a un legale, formalizzando diffide e richieste ufficiali rimaste senza risposta. A inizio 2026, dopo aver coinvolto la stampa locale, il Comune aveva assicurato verifiche tecniche e interventi risolutivi, ma nulla è accaduto. «Non risulta alcuna documentazione sui sopralluoghi annunciati, le richieste di accesso agli atti sono rimaste senza riscontro e nessun intervento di messa in sicurezza è stato effettuato», denuncia il condominio nel frattempo assistito dagli avvocati Fabrizio Serrano e Federica Serio i quali hanno nuovamente diffidato l’Amministrazione, riservandosi ogni azione nelle sedi competenti.
Ciò che gli inquilini chiedono sono verifiche tecniche immediate; l’adozione di misure cautelari; interventi concreti e definitivi di messa in sicurezza.
Alla protesta si è ora aggiunta l’iniziativa politica. «Ho depositato un’interrogazione urgente per dare voce ai residenti di via Orsini 2», ha dichiarato il consigliere Gregorio Stano, spiegando che la situazione «è diventata insostenibile» e che «da oltre quattro anni i cittadini segnalano un profondo avvallamento stradale senza ricevere risposte risolutive». Stano ha parlato apertamente di un rischio crescente: «La sicurezza è al limite: si registrano già i primi distacchi di calcinacci dai balconi a causa delle continue sollecitazioni meccaniche». E ha definito «inaccettabile» che le preoccupazioni di anziani, bambini e famiglie siano state ignorate per così tanto tempo.
Nell’interrogazione, il consigliere chiede al sindaco e all’assessore ai Lavori Pubblici verifiche immediate, con l’invio urgente dei tecnici e della Protezione Civile per un controllo statico dell’area. Sollecita inoltre la limitazione del transito dei mezzi pesanti in quel tratto e pretende tempi certi sull’avvio dei lavori definitivi per il rifacimento della strada. «La sicurezza dei residenti e dei passanti deve essere la priorità assoluta», ha affermato, assicurando che continuerà a monitorare la vicenda «finché via Orsini non sarà messa in sicurezza».
La tensione resta alta, ma per la prima volta dopo anni di silenzi qualcosa si muove. I residenti attendono risposte concrete, non più promesse. E la politica, incalzata dalla protesta, è ora chiamata a dimostrare che la sicurezza di un quartiere non può essere lasciata tremare insieme ai suoi palazzi.

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