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Ad aprile 2026, la città può definirsi come un cantiere a cielo aperto: traffico congestionato, zone nevralgiche come il Borgo sotto pressione e periferie che continuano a soffrire per una manutenzione stradale spesso carente.

A questo quadro già complesso si aggiunge una crisi dei parcheggi divenuta ormai insostenibile, non solo nelle aree centrali. La riconversione di alcuni stalli da blu a bianchi e l’eliminazione dei pass gratuiti per i residenti hanno alimentato tensioni crescenti, mentre la realizzazione della rete Bus Rapid Transit (BRT), pur strategica, sta comportando chiusure e restringimenti della carreggiata in punti cruciali come via Cavallotti e il Lungomare.
In questo contesto, la voce più dura arriva da Fratelli d’Italia. Il coordinatore cittadino, Gianluca Mongelli, torna infatti a denunciare quella che definisce «una programmazione confusa e scriteriata» nella gestione dei cantieri cittadini, accusando l’amministrazione di aggravare i disagi per residenti e attività commerciali.
Mongelli ricorda che il partito «da anni mette in guardia l’amministrazione sulla compatibilità dei diversi lavori avviati in città», sostenendo che osservazioni e richieste di chiarimento siano state sistematicamente ignorate. Al centro delle critiche c’è soprattutto l’impatto della nuova linea BRT sulla viabilità del Borgo.
«Ci siamo chiesti da subito se una città a imbuto, senza parcheggi e con strade già congestionate, potesse accogliere la tanto decantata BRT», afferma, sottolineando come non sia chiaro se siano stati previsti parcheggi compensativi per i residenti.
Il coordinatore critica anche le modifiche alla pavimentazione degli incroci del centro, definite «gettate di bitume che sfregiano il nostro salotto», e gli ulteriori divieti di sosta introdotti nelle ultime settimane. Preoccupazione viene espressa anche per i lavori in città vecchia, dove – secondo Mongelli – alcuni interventi «stanno mettendo a rischio persino gli ipogei, un patrimonio inestimabile».
La logica che guiderebbe l’azione amministrativa, sostiene, sarebbe sempre la stessa: «Si fa senza sapere quello che si sta facendo, lasciando la città e i cittadini allo sbando e aumentando i disagi, ignorando ogni necessità».
La nota si chiude con un appello diretto: «I tarantini chiedono, nessuno risponde. Il Comune ha l’obbligo di intervenire senza continuare a girarsi dall’altra parte rispetto ai cittadini».
Accanto alla denuncia politica, arriva anche la riflessione del mondo economico. La presidente di Confesercenti–Casaimpresa Taranto, Francesca Intermite, pur con toni diversi, conferma la gravità della situazione e la necessità di una gestione più attenta.
«L’amministrazione comunale definisce i cantieri attuali come investimenti sul domani, con l’obiettivo di consegnare alla città una mobilità più efficiente, ecosostenibile e una migliore qualità della vita. Tuttavia, la simultaneità dei lavori sta provocando difficoltà innegabili per le attività economiche», osserva.
Intermite sottolinea come il commercio, in alcune zone, stia soffrendo per la scarsa accessibilità e la mancanza di aree di sosta, tanto da spingere l’associazione a chiedere piani di sostegno per le imprese. «Il disordine, le deviazioni del trasporto pubblico e i ritardi accumulati stanno mettendo a dura prova la pazienza dei cittadini», aggiunge.
Ricorda inoltre che molti interventi – circa 3,8 milioni di euro – sono legati alla riqualificazione viaria in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026, mentre l’introduzione di oltre 65 autobus ad alta frequenza nel progetto BRT punta a ridurre l’uso delle auto private. Nel percorso di rigenerazione urbana rientrano anche interventi ambientali come il Parco del Sole, il rifacimento della viabilità nella città vecchia e una riorganizzazione complessiva della sosta, con Kyma Mobilità impegnata a razionalizzare gli spazi.
«La promessa è quella di una città più moderna nel futuro prossimo – afferma – ma la gestione attuale richiede una forte capacità di mitigazione dei disagi da parte dell’ente civico, per non compromettere il tessuto economico locale prima dell’arrivo dei benefici. A questo invitiamo vivamente l’amministrazione comunale di Taranto, nell’interesse di cittadini e commercianti».
Due voci diverse, un’unica fotografia: Taranto vive una fase di trasformazione profonda ma il prezzo pagato oggi da residenti e imprese rischia di diventare troppo alto se non accompagnato da una gestione più ordinata, trasparente e attenta ai bisogni immediati della città.

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