CRONACHE TARANTINE
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La tensione politica sulla viabilità tarantina torna ad accendersi dopo le dichiarazioni del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Luca Lazzàro, che denuncia una situazione ormai «insostenibile» a causa della chiusura della rotatoria tra SS106 Jonica e SS7 Appia, uno dei principali accessi alla città.
«Ogni giorno traffico paralizzato, ritardi e problemi che si ripercuotono anche sulle attività commerciali della zona», afferma Lazzàro, sottolineando che non si tratta più di un disagio temporaneo ma di «una condizione che rischia di diventare strutturale se non si interviene subito».
Il consigliere chiede all’Amministrazione comunale di chiarire se sia stata avanzata una richiesta formale all’on. Dario Iaia, responsabile del CIS Taranto, per utilizzare le risorse disponibili e mettere in sicurezza «questo nodo fondamentale della nostra viabilità». Lazzàro insiste sulla necessità di risposte immediate: «Non possiamo più permetterci ritardi o incertezze. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa è stato fatto e cosa si intende fare. Il tempo delle attese è finito. Taranto merita risposte chiare e interventi immediati».
Una posizione che ha provocato la reazione dura del Partito Democratico, attraverso l’on. Francesca Viggiano e la segretaria provinciale Anna Filippetti, che parlano apertamente di «preoccupazione» ma anche di «stupore». Le due esponenti dem osservano infatti che a sollecitare interventi è «un esponente della stessa forza politica che esprime il governo nazionale e che, attraverso il CIS Taranto, detiene responsabilità dirette nella programmazione e nell’attuazione di quegli interventi».
Per Viggiano e Filippetti, il paradosso è evidente: «Il Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto, affidato alla responsabilità di Dario Iaia, avrebbe dovuto rappresentare lo strumento principale per il rilancio infrastrutturale, urbano ed economico del territorio. Eppure, a distanza di anni, lo stesso tavolo CIS è stato segnato da lunghi periodi di inattività e da una evidente difficoltà nel tradurre le risorse in cantieri e risultati concreti».
Le due dirigenti dem sottolineano che molti degli interventi oggi rivendicati «non sono frutto dell’azione dell’attuale governo, ma derivano da programmazioni precedenti, senza l’apporto di nuove risorse significative negli ultimi anni». Da qui una serie di domande rivolte direttamente al governo: «Quali nuove risorse sono state effettivamente destinate a Taranto attraverso il CIS? Quali opere strategiche sono state avviate ex novo? Quali risultati tangibili possono essere rivendicati, al di là degli annunci?». La risposta, affermano, «è una sola: nessuno».
Il PD spinge la contraddizione fino a un livello più politico: «È forse per questo che Giorgia Meloni, nei suoi tour, ha sempre evitato Taranto? È forse perché la gestione del governo sull’ILVA è stata, senza mezzi termini, la peggiore di sempre?».
Secondo Viggiano e Filippetti, la verità è che «Taranto continua ad attendere risposte strutturali: sulla viabilità, sulle bonifiche, sulla rigenerazione urbana e, soprattutto, sul futuro industriale». E mentre si moltiplicano dichiarazioni e sollecitazioni incrociate, «manca una presenza forte e costante del governo sul territorio. Una distanza che pesa e che alimenta la percezione di una gestione inefficace e discontinua».
Il Partito Democratico conclude annunciando che continuerà a incalzare tutte le istituzioni competenti «affinché alle parole seguano finalmente i fatti. Perché il tempo degli annunci è finito, e quello delle risposte non è più rinviabile».