CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
La preoccupazione cresce, e con essa l’amarezza per un tempo che continua a scorrere senza che nulla si muova davvero.
È questo il sentimento che attraversa la nota della consigliera comunale del Misto di maggioranza, Bianca Boshnjaku, che richiama l’amministrazione a una responsabilità ormai non più rinviabile: il futuro di Kyma Ambiente. Una questione che, nelle sue parole, non riguarda solo Taranto ma «l’intera Puglia», perché l’azienda è «l’unica realtà pubblica della Regione dotata degli impianti necessari alla chiusura completa del ciclo dei rifiuti».
Boshnjaku ricorda che nell’ultima riunione di maggioranza dedicata al tema, alla presenza del sindaco, del direttore generale, dei dirigenti e delle forze politiche della coalizione, «ci era stato rappresentato che entro la fine di aprile sarebbe arrivato in commissione il nuovo contratto di servizio». Ma oggi, sottolinea, «siamo ormai a metà maggio e non solo quel contratto non è stato ancora presentato, ma non è stata neppure convocata un’ulteriore riunione utile ad affrontare concretamente il percorso di rilancio dell’azienda».
Nel frattempo, denuncia la consigliera, «la città resta ferma». La raccolta differenziata non riparte, la riorganizzazione del servizio non si vede, e Kyma Ambiente «continua ad essere lasciata in una condizione di incertezza che rischia soltanto di aggravare ulteriormente la situazione». Per Boshnjaku, il punto è chiaro: «Il salvataggio dell’azienda non può essere demandato ad altri. Siamo noi, per primi, ad avere il dovere politico e amministrativo di rimboccarci le maniche, riorganizzare il servizio e costruire le condizioni per mantenere fede all’impegno assunto con i cittadini: preservare il carattere pubblico di Kyma Ambiente».
La consigliera non nega le difficoltà economiche dell’azienda, «legate soprattutto a debiti storici, in gran parte verso l’erario». Ma proprio per questo, insiste, «serve agire subito, con serietà e determinazione, perché lasciare tutto fermo significa accompagnare lentamente l’azienda verso il precipizio». Da qui la richiesta formale: «Che il nuovo contratto di servizio venga predisposto e presentato quanto prima alla maggioranza, portato immediatamente in commissione e successivamente approvato dal Consiglio Comunale».
Il messaggio finale è un monito che suona come un ultimatum politico: «Non c’è più tempo da perdere. Servono scelte, programmazione e volontà politica. Kyma Ambiente si salva soltanto se si decide davvero di salvarla. Ora».