CRONACHE TARANTINE
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La crisi di Kyma Ambiente è arrivata al punto di non ritorno. Nel silenzio sempre più pesante dell’amministrazione comunale, Fratelli d’Italia ha deciso di rompere gli indugi e denunciare pubblicamente una situazione che, giorno dopo giorno, appare più grave e più vicina al collasso.
La partecipata che gestisce raccolta rifiuti e decoro urbano a Taranto è schiacciata da un debito superiore ai 40 milioni di euro, ha in organico circa 400 lavoratori e si trova davanti a scadenze decisive che potrebbero determinarne il destino. E mentre l’Antitrust ha già inviato un parere formale che parla di perdite strutturali, costi fuori controllo e raccolta differenziata ferma al 25%, dal sindaco Piero Bitetti non arriva ancora una linea chiara.
A sollevare il caso è stato il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Luca Lazzàro, che ha parlato di «tempo scaduto» e di una situazione che «non è più gestibile con rinvii e rassicurazioni». Lazzàro ha chiesto al sindaco di chiarire immediatamente se «intende salvare la società o spingerla verso il fallimento», ricordando che «in campagna elettorale aveva garantito ai cittadini che il servizio non sarebbe stato esternalizzato» e che oggi, invece, «continua a non chiarire quale sia la reale direzione dell’amministrazione».
Il nodo più delicato, secondo Lazzàro, è il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale del termovalorizzatore, definito «la condizione indispensabile per far ripartire l’impianto e dare valore a un asset strategico da oltre 200 milioni di euro, rimasto fermo per tredici anni». «Se l’AIA non venisse rinnovata – ha aggiunto – sarebbe la condanna a morte dell’impianto e, di conseguenza, della stessa Kyma Ambiente».
Accanto alla denuncia politica, Fratelli d’Italia ha sollevato anche un problema di metodo, attraverso l’intervento del consigliere regionale Giampaolo Vietri, che ha contestato la scelta del sindaco di convocare una riunione decisiva sul futuro della società senza invitare i rappresentanti dei lavoratori. «Parlare del futuro di AMIU senza coinvolgere i rappresentanti dei lavoratori appare una scelta inopportuna», ha affermato Vietri, ricordando che «la convocazione di lunedì non è stata inviata alle organizzazioni sindacali rappresentative in Kyma Ambiente, che non possono essere escluse da un confronto che riguarda il destino dell’azienda e di chi ogni giorno ne garantisce il funzionamento».
Vietri ha sottolineato che «era stato concordato che il confronto tra consiglieri regionali tarantini e amministrazione si sarebbe continuato nella Commissione regionale Ambiente», mentre ora «assistiamo alla decisione del sindaco di spostare l’incontro a Taranto senza invitare le organizzazioni sindacali». Per questo, ha aggiunto, «se il sindaco ritiene utile un incontro in casa, riteniamo però vadano invitati anche i lavoratori, che meritano di essere rappresentati e ascoltati».
Il consigliere regionale ha ricordato che «gli stessi lavoratori avevano già sollecitato la Commissione Ambiente affinché si desse seguito all’impegno assunto di aggiornare il confronto alla presenza del sindaco a Bari», e che la scelta di convocare nuovamente una riunione a Taranto «escludendo ancora una volta i lavoratori» rischia di produrre «decisioni non condivise e lontane dalle reali esigenze dell’azienda e del territorio».