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A quasi undici mesi dall’insediamento del sindaco Piero Bitetti, Francesco Battista di Futuro Nazionale – Vannacci traccia un bilancio durissimo, parlando di una città «sempre più lontana dalle promesse elettorali» e di un’amministrazione «incapace di imprimere quel cambio di passo annunciato ai tarantini».

In una nota dai toni netti, Battista denuncia un quadro che definisce «di degrado crescente», accusando la maggioranza di centrosinistra di aver tradito le aspettative create durante la campagna elettorale.
«L’attuale amministrazione si era presentata come la grande novità per Taranto, ma di novità non se ne vede alcuna», afferma Battista, sottolineando come a governare la città siano «gli stessi attori politici che la amministrano da oltre vent’anni, con le medesime logiche e gli stessi equilibri di potere». L’unica continuità evidente, secondo il rappresentante di Futuro Nazionale, sarebbe «la gestione delle poltrone e degli assetti interni alla maggioranza», mentre sui problemi concreti «l’efficienza sembra svanire».
La critica si estende alla quotidianità cittadina, dove Battista vede «criticità irrisolte, degrado urbano, assenza di programmazione e una mancanza sempre più evidente di visione politica». Una gestione che definisce «confusa e spesso inefficace», incapace di incidere sulla qualità della vita dei tarantini. A pesare, secondo la nota, sarebbero anche «numerose gaffe istituzionali» e «l’assenza di adeguati segnali» in occasione di eventi tragici che hanno colpito la comunità: «Aspetti che non sono dettagli formali, ma il senso stesso del ruolo di un sindaco chiamato a essere guida nei momenti più difficili».
Battista punta il dito anche contro le tensioni interne alla coalizione: «Una continua guerra tra partiti e liste civiche, tra veti e lotte di potere, il cui prezzo lo pagano i cittadini». E non risparmia critiche all’opposizione, definita «tutt’altro che dura e intransigente», talvolta «quasi impalpabile», fino a sembrare «incline a tendere la mano al sindaco anziché incalzare l’amministrazione».
Tra le preoccupazioni maggiori, la prospettiva dei Giochi del Mediterraneo: «Non solo per l’organizzazione dell’evento, ma soprattutto per ciò che resterà dopo. Le infrastrutture rappresentano un’opportunità storica, ma servono capacità amministrativa e visione. Ad oggi i segnali non sono incoraggianti».
Il giudizio finale è severo: «Siamo a un quinto della consiliatura e non si intravedono margini di miglioramento. Si continua sulla stessa falsa riga delle precedenti amministrazioni. Cambiano gli slogan, ma gli attori restano sempre gli stessi». Un atto d’accusa che riaccende il dibattito politico cittadino e che, nelle intenzioni di Battista, vuole richiamare l’attenzione su una Taranto che, a suo dire, «merita molto di più».

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