CRONACHE TARANTINE
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Taranto torna al centro del dibattito sul lavoro e sulle politiche attive con un appello che arriva da più fronti istituzionali e che mette al centro i 330 ex lavoratori della Taranto Container Terminal.
La richiesta è chiara: avviare subito i corsi di formazione e riqualificazione previsti dal Protocollo d’Intesa tra Regione Puglia e Autorità di Sistema Portuale, un passaggio decisivo per restituire prospettive occupazionali a un gruppo di lavoratori che da anni attende risposte concrete.
Il deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia sottolinea la necessità di non perdere altro tempo, ricordando che «la formazione è un elemento cruciale per garantire un futuro stabile e prospero ai nostri lavoratori, soprattutto in un contesto economico in continua evoluzione». Per Iaia, la Regione deve «accelerare le procedure necessarie per l’avvio di questi corsi», perché la riqualificazione professionale rappresenta «un investimento nel capitale umano» e i lavoratori «meritano di essere supportati in questo processo». Da qui l’invito a mettere in campo iniziative immediate, così da consentire agli ex portuali di acquisire competenze adeguate alle sfide del mercato del lavoro contemporaneo.
Sulla stessa linea si colloca l’intervento del vicepresidente del Consiglio regionale, Renato Perrini, che ha chiesto un’audizione urgente in Commissione lavoro del presidente della Regione Antonio Decaro e dell’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro, Eugenio Di Sciascio. Perrini parla della necessità di «risposte immediate, trasparenti e concrete», ricordando che il Comitato di Pilotaggio ha già completato la ricognizione delle competenze e definito i percorsi formativi coerenti con il fabbisogno dell’Autorità Portuale, ma che «a oggi tali azioni formative non risultano ancora formalmente approvate e pubblicate».
Un ritardo che, secondo Perrini, rischia di compromettere gli obiettivi del Protocollo e di lasciare «senza certezze centinaia di lavoratori e le loro famiglie». Da qui la richiesta di chiarire quali ostacoli tecnico‑amministrativi stiano rallentando l’iter, quali atti manchino e quali siano le tempistiche reali per la pubblicazione degli avvisi e l’avvio delle attività. Il vicepresidente insiste anche sulla necessità di garantire continuità reddituale ai lavoratori coinvolti, perché «la tutela occupazionale e la continuità economica delle famiglie devono rappresentare una priorità assoluta per tutte le istituzioni».
Due voci diverse, un’unica direzione: riportare al centro dell’agenda regionale un percorso di riqualificazione che Taranto attende da troppo tempo e che rappresenta un tassello fondamentale per la ricostruzione di un futuro lavorativo stabile e dignitoso per gli ex portuali. Come ricordano Iaia e Perrini, la transizione non può essere solo industriale: deve essere anche sociale, concreta e tempestiva.