CRONACHE TARANTINE
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L’avvio della stagione balneare coincide quest’anno con un clima di forte incertezza amministrativa, che secondo il vicepresidente nazionale del M5S, il senatore Mario Turco, è il risultato diretto dei ritardi accumulati dal Governo Meloni nell’attuazione della nuova disciplina sulle concessioni demaniali marittime.
In una nota, Turco denuncia come l’esecutivo continui «a prendere tempo sul tema delle concessioni balneari», nonostante la recente giurisprudenza amministrativa e del Consiglio di Stato abbia già chiarito «l’incompatibilità con il diritto europeo delle proroghe automatiche e tacite», escludendo anche «la possibilità di proroghe tecniche generalizzate o della prosecuzione indefinita dell’attività economica da parte del concessionario uscente».Il senatore ricorda che il decreto-legge n. 32 del 2026, in continuità con il dl 118/2022, aveva previsto strumenti attuativi e criteri uniformi per disciplinare le procedure di affidamento, compresa la predisposizione di un bando-tipo nazionale. Tuttavia, a mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, «numerosi enti locali e operatori del settore continuano a segnalare l’assenza di indicazioni operative definitive e di decreti attuativi fondamentali per garantire uniformità amministrativa, certezza giuridica e continuità gestionale». Una mancanza che, secondo Turco, si traduce in un vuoto normativo: «per i ritardi accumulati dal Governo Meloni, non c’è ancora un bando-tipo di riferimento e una disciplina sulle modalità del trasferimento concessorio».Per affrontare questa situazione, il vicepresidente M5S ha depositato un’interrogazione in Senato rivolta ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, dell’interno e del turismo. L’obiettivo è sollecitare «l’adozione di misure urgenti atte a gestire la fase transitoria verso la nuova disciplina», oltre a chiedere l’implementazione strutturale del dl 32/2026 e il perfezionamento dei flussi informativi con gli enti locali, oggi costretti a operare in un quadro incerto.Il rischio, avverte Turco, è che l’assenza di regole chiare ricada direttamente sui territori: «Mentre la stagione balneare inizia, imprese balneari e Comuni si ritrovano a navigare a vista, con possibili conseguenze sui cittadini, sui lavoratori, sull’indotto turistico e persino sull’erario». Una situazione che, senza interventi immediati, potrebbe trasformarsi in un problema strutturale proprio nel momento in cui il settore avrebbe bisogno di stabilità e certezze.