CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Siamo increduli rispetto a quanto è accaduto nell’ultimo Consiglio comunale. È con questo sentimento, netto e quasi amaro, che i consiglieri comunali di centrodestra — Adriano Tribbia, Francesco Tacente, Luca Lazzàro, Tiziana Toscano, Giampaolo Vietri, Massimiliano Stellato, Rosario Ungaro e Massimiliano Messina — ricostruiscono una seduta che, nelle loro parole, ha assunto tratti surreali, al punto da evocare la sensazione di trovarsi dentro una puntata di “Scherzi a parte”.
La delibera sul Rendiconto di gestione dell’Esercizio finanziario 2025 era stata già votata e approvata, completa perfino della sua “immediata eseguibilità”. Un passaggio formale e sostanziale che, secondo i consiglieri, avrebbe dovuto chiudere definitivamente la discussione sul provvedimento più rilevante all’ordine del giorno. E invece, nel corso dei lavori, il presidente facente funzioni ha comunicato che si sarebbe dovuto procedere alla votazione di un emendamento proposto dal dirigente della Direzione Programmazione Economico-Finanziaria.A quel punto, raccontano, l’aula è piombata in una dimensione paradossale. «Senza alcun provvedimento di annullamento della precedente votazione, senza un atto formale di modifica del nuovo provvedimento in approvazione, nel quale si specificasse che la precedente delibera dovesse considerarsi annullata», la discussione è stata riaperta come se nulla fosse. Alcuni consiglieri, convinti che la seduta avesse già esaurito il suo punto più importante, avevano lasciato l’aula. La maggioranza, invece, ha proceduto a una nuova votazione, ignorando — sostengono — le rimostranze delle opposizioni, che hanno portato all’uscita compatta dei gruppi di centrodestra insieme ai rappresentanti del Movimento Cinque Stelle e del Partito repubblicano.«Nessuna traccia delle motivazioni. Nessun atto scritto. Solo una semplice ripetizione di una votazione già conclusa, con giustificazioni che non hanno mai retto e che non ci hanno convinti», affermano i consiglieri, definendosi «esterrefatti» di fronte a un comportamento che giudicano privo dei necessari fondamenti procedurali.La loro posizione è netta: «Ribadiamo al Presidente del Consiglio comunale che quanto accaduto appare illegittimo: non si può procedere a una nuova approvazione senza alcun atto formale che motivi le ragioni della riapertura della votazione e senza una presa d’atto dell’annullamento della precedente delibera». Una parte dei consiglieri, aggiungono, ha già informato la Prefettura per segnalare l’accaduto.Il fronte del centrodestra annuncia inoltre di essere pronto a un passo ulteriore: «In assenza di nuove determinazioni di ravvedimento, siamo pronti ad intraprendere un ricorso amministrativo innanzi al TAR competente che, qualora accertasse il vizio di forma e di procedura, potrebbe portare all’annullamento della seconda delibera e rendere efficace la prima non emendata con rilevanti rischi dal punto di vista contabile».Una vicenda che, nelle loro parole, non si chiude qui e che apre un fronte politico e istituzionale destinato a pesare sulle prossime settimane.