CRONACHE TARANTINE
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Attese di settimane, talvolta persino di mesi, per ricevere un referto istologico.
È la denuncia che arriva dal consigliere regionale della Lega, Antonio Scalera, che nelle ultime ore ha depositato un’interrogazione urgente indirizzata all’assessore regionale alla Sanità. Una mossa dettata, spiega, dalle «segnalazioni allarmanti» che continuano a giungere «da parte di cittadini e operatori sanitari», preoccupati per i tempi sempre più lunghi necessari a ottenere esami fondamentali per la diagnosi e l’avvio delle cure.
Secondo Scalera, la situazione sta generando «angoscia nei pazienti e nelle loro famiglie» e rischia di compromettere l’efficacia dei percorsi terapeutici, soprattutto quando si tratta di sospette patologie oncologiche. «Parliamo di esami delicatissimi dai quali dipende la tempestività di una diagnosi oncologica. È impensabile che un cittadino debba attendere mesi per conoscerne il risultato», afferma il consigliere, ricordando che «il diritto alla salute passa anche dal rispetto di tempi certi e congrui nella consegna dei referti».
Alla base dei ritardi, secondo quanto riferito dagli operatori, vi sarebbero soprattutto la carenza di personale medico e tecnico nel reparto di Anatomia Patologica e «problematiche organizzative ormai non più sostenibili». Un mix che avrebbe prodotto un arretrato significativo e un rallentamento generalizzato delle attività.
Da qui l’interrogazione urgente. Scalera chiede alla Regione di chiarire se sia già a conoscenza della situazione, quali siano le cause accertate dei ritardi e quali interventi intenda mettere in campo «per smaltire l’arretrato accumulato». Ma soprattutto vuole sapere se siano previsti «interventi immediati di potenziamento dell’organico del reparto di Anatomia Patologica attraverso nuove assunzioni o misure straordinarie capaci di ripristinare standard adeguati di efficienza e tempestività».
La conclusione è netta: «La sanità pubblica deve garantire risposte rapide ed efficienti, soprattutto quando sono in gioco diagnosi così importanti. Su questa vicenda serve un intervento immediato e non più rinviabile».