CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
C’è un’aria frizzante, quasi elettrica, attorno ai Giochi del Mediterraneo che si avvicinano a grandi passi. Taranto vive queste settimane come un conto alla rovescia collettivo, tra cantieri che corrono, aspettative che crescono e una città che prova a mostrarsi al mondo con il passo giusto.
Ma, come spesso accade nei momenti decisivi, la politica non resta a bordo campo. Le parole diventano scintille, le repliche si accendono, i toni si alzano. E mentre l’on. Giovanni Maiorano di Fratelli d’Italia risponde piccato alle critiche rivolte al governo di centrodestra e alla premier Meloni dal vicepresidente nazionale del M5S, senatore Mario Turco, il sindaco Piero Bitetti sceglie la strada opposta: gettare acqua sul fuoco, richiamare tutti alla responsabilità, riportare il dibattito sul terreno della concretezza. Un appello che trova subito il plauso e l’adesione dell’on. Dario Iaia, anche lui di Fratelli d’Italia, che invita a trasformare le parole in un impegno quotidiano.
Maiorano, nel replicare a Turco, sintetizza così la sua posizione: “Le dichiarazioni del senatore Turco confermano la difficoltà del Movimento 5 Stelle nel rivendicare meriti e scaricare responsabilità. I Giochi sono stati assegnati nel 2019, quando il M5S era al Governo, ma per anni si sono accumulati rinvii e incertezze. La svolta è arrivata con il Governo Meloni, che ha accelerato grazie al lavoro del Commissario Ferrarese. Oggi i cantieri sono aperti e gli interventi procedono. I fatti parlano chiaro: investimenti garantiti, opere in esecuzione e cronoprogrammi rispettati. I Giochi 2026 saranno un successo; altri preferiscono continuare la campagna elettorale.”
È in questo clima che il sindaco Bitetti interviene con un tono diverso, quasi paterno, invitando tutti a guardare oltre la contesa. “A circa ottanta giorni dall’apertura dei Giochi del Mediterraneo, siamo entrati nella fase decisiva: quella dell’ultimo miglio. È il momento in cui ogni sforzo deve convergere per mettere Taranto nelle condizioni di decoro e accoglienza tali da essere apprezzata come merita su un palcoscenico internazionale. Il Comune ha fatto fino in fondo la propria parte. Oggi, però, è arrivato il momento della verità e della responsabilità collettiva. I Giochi non sono di qualcuno: sono di tutti. Per questo rivolgo un appello forte: usciamo dalle polemiche sterili, dalle ricostruzioni di comodo e dalla logica, francamente miope, di volersi intestare meriti o scaricare colpe. Taranto chiede una sola cosa, di non essere lasciata sola proprio nel momento più delicato. Lavoriamo, insieme, per raggiungere l’obiettivo comune: realizzare un grande evento capace di raccontare al mondo Taranto, la Puglia e l’Italia intera. Su questo dobbiamo essere tutti uniti. Il resto, oggi, è secondario.”
Un richiamo che non cade nel vuoto. L’on. Iaia, infatti, raccoglie l’invito e rilancia, pur non rinunciando a una puntualizzazione politica. “Accogliamo con favore l’appello all’unità lanciato dal sindaco Bitetti in vista dei Giochi del Mediterraneo. In una fase così delicata e decisiva, riteniamo anche noi che servano responsabilità, collaborazione istituzionale e massimo impegno da parte di tutti. Proprio per questo, però, crediamo sia necessario che alle parole seguano i fatti. Perché troppo spesso, negli ultimi mesi, abbiamo assistito a interventi e dichiarazioni di esponenti dell’amministrazione comunale che hanno contribuito ad inasprire il clima politico e istituzionale con polemiche inutili. Se davvero si vuole aprire una stagione di collaborazione nell’interesse della città, bisogna che tutti facciano un passo avanti, abbandonando atteggiamenti provocatori e la continua ricerca dello scontro politico. Noi continueremo a lavorare con spirito costruttivo affinché Taranto possa presentarsi al meglio davanti al Mediterraneo e al mondo.”
Così, mentre i cantieri avanzano e il calendario stringe, Taranto si ritrova sospesa tra la tensione politica e la necessità di mostrarsi unita. I Giochi del Mediterraneo non sono solo un evento sportivo: sono un banco di prova, un’occasione di riscatto, un racconto collettivo che la città vuole scrivere senza che le polemiche ne rovinino la trama. E forse, nelle parole incrociate di Maiorano, Bitetti e Iaia, si intravede già la direzione: meno scintille, più costruzione. Perché il mondo sta arrivando, e Taranto vuole farsi trovare pronta.