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Taranto si è svegliata con una domanda che brucia più del sole di giugno: cosa resta davvero del Medimex, oltre alle immagini scintillanti dei concerti e alle migliaia di persone che hanno riempito la città?

La risposta, oggi, è una frattura politica che si allarga, un rimpallo di responsabilità che corre più veloce delle navette che, sabato sera, non sono mai arrivate. E mentre la città discute, l’eco dei disagi vissuti da migliaia di spettatori continua a pesare come un monito in vista dei Giochi del Mediterraneo.
L’assessore comunale al Coordinamento strategico dell’azione di governo, Gianni Cataldino, respinge con forza la narrazione del “fallimento totale” fatta dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia – Tiziana Toscano, Luca Lazzàro e Giampaolo Vietri – che si sono spinti fino a chiedere le dimissioni del vicesindaco e assessore ai Grandi eventi, Mattia Giorno.
«Definire un fallimento un evento della portata del Medimex non rende giustizia alla realtà dei fatti», afferma, ricordando che la manifestazione «ha portato a Taranto migliaia di visitatori, un’indotta economico tangibile e un’enorme visibilità internazionale».Cataldino insiste sul valore culturale e strategico del festival, che «si è confermato un successo di attrattività per la nostra città», e sottolinea come un evento di tale portata «richieda una macchina organizzativa imponente, capace di reggere pressioni e imprevisti».
Ma è pronto a riconoscere senza esitazioni le criticità nel deflusso dopo il concerto dei Pet Shop Boys, ma precisa che «Kyma Mobilità ha già espresso le proprie scuse» e che l’Amministrazione ha avviato una verifica interna. «Respingiamo qualsiasi lettura che tenda a scaricare le responsabilità sui lavoratori dell’azienda di trasporto il cui impegno in una quattro giorni così complessa è stato encomiabile». Cataldino rivendica anche la capacità di reazione della macchina comunale: «Le difficoltà della prima serata sono state affrontate e corrette tempestivamente nelle ore successive»», aggiunge, definendo «sproporzionata» la richiesta di dimissioni del vicesindaco Mattia Giorno e ricordando che lo stesso «ha operato in costante coordinamento con l’Amministrazione, gli uffici tecnici e i partner istituzionali» e che «il successo complessivo del palinsesto è il risultato di un lavoro di squadra durato mesi». Per l’assessore, «amministrare significa gestire la complessità», e le criticità del Medimex rappresentano «un patrimonio di esperienza prezioso» in vista dei Giochi del Mediterraneo.
Una lettura che però non convince l’opposizione, che parla di un campanello d’allarme da non ignorare. Emiliano Messina (Udc), insieme ai consiglieri di Prima Taranto Francesco Tacente e Adriano Tribbia, sottolinea che «il grave disservizio registrato durante il Medimex con il mancato funzionamento del servizio navette rappresenta un fatto che non può essere minimizzato». Per i tre consiglieri, non si tratta solo di un problema tecnico: «È un danno concreto per i cittadini, ai quali da tempo viene chiesto di scegliere forme di mobilità alternative all’auto privata. È difficile chiedere di cambiare abitudini se poi i servizi pubblici non sono in grado di garantire affidabilità ed efficienza». E il danno d’immagine, aggiungono, è evidente: «I tanti visitatori che hanno scelto Taranto hanno vissuto un’esperienza negativa che rischia di compromettere la fiducia nella nostra capacità di accogliere grandi manifestazioni».
Messina, Tacente e Tribbia non cercano capri espiatori, ma un cambio di passo immediato. «La caccia alle streghe ci interessa poco», dicono. «Sarà doveroso accertare responsabilità, ma non possiamo perdere tempo in un rimpallo infinito. Abbiamo davanti una scadenza ben più importante: i Giochi del Mediterraneo». Per questo chiedono la convocazione urgente della Commissione consiliare competente per conoscere lo stato della pianificazione della mobilità. «È necessario predisporre fin da subito un vero Piano Straordinario della Mobilità, costruito anche su scenari di emergenza», spiegano, indicando la necessità di prevedere soluzioni alternative in caso di guasti, carenze di personale, congestione del traffico o eventi atmosferici. «Come opposizione siamo pronti a dare il nostro contributo con spirito costruttivo, perché il successo dei Giochi non appartiene a una parte politica ma all’intera comunità tarantina».
Sulla stessa linea si colloca Forza Italia, con il coordinatore vicario cittadino Mimmo Lardiello e i consiglieri comunali Massimiliano Stellato e Rosario Ungaro. «Quello che è accaduto durante il Medimex è un campanello d’allarme in vista dei Giochi del Mediterraneo», affermano. «Stavolta sono rimaste a piedi migliaia di persone, ma durante i Giochi non possiamo correre rischi del genere». Per gli azzurri, la città non può permettersi passi falsi: «Sarà una vetrina internazionale. Ci auguriamo che si faccia chiarezza quanto prima sulle responsabilità e che la Giunta si metta al lavoro per pianificare con rigore l’organizzazione dei servizi».
Tra difese e accuse, una cosa appare chiara: il Medimex ha lasciato in eredità molto più di una polemica. Ha mostrato, con brutalità, quanto fragile possa essere la macchina organizzativa di una città che si prepara al più grande evento della sua storia recente. E mentre la politica discute, Taranto resta sospesa tra orgoglio e timore, consapevole che il tempo per correggere la rotta non è infinito.

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