CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Alla vigilia della seduta del Consiglio comunale convocata per questo pomeriggio, mercoledì 24 giugno, e che tra i punti all’ordine del giorno include le dimissioni della consigliera Patrizia Mignolo dalla presidenza della commissione Affari generali – passaggio che segue l’uscita dal gruppo Unire con Bitetti e il transito nel Misto di maggioranza, segnali evidenti di acque agitate nella coalizione del sindaco – arriva una lettera aperta destinata a far discutere.
A firmarla è Gianni Tartaglia, consigliere del gruppo Per, che nelle ultime ore ha partecipato, insieme al coordinamento politico del movimento, a un incontro con il sindaco Bitetti per rilanciare l’azione amministrativa.
Una lettera che, pur ribadendo un appoggio “leale e incondizionato” al primo cittadino, mette i puntini sulle i e definisce con nettezza il perimetro entro cui Tartaglia intende muoversi: quello del programma elettorale del 2025, senza concedere spazio a “deragliamenti”, ritardi o scelte che possano allontanare Taranto dal cambiamento promesso.
Il consigliere apre il suo intervento con un’immagine che è già un messaggio politico: “La scorsa settimana oltre 527.000 ragazze e ragazzi hanno affrontato l'esame di Stato. Tra le tracce proposte per la prima prova, circa 100.000 studenti hanno scelto il testo di Mario Calabresi, ‘Svegliarsi all'alba’, una riflessione sul sacrificio, sull'impegno e sulla responsabilità. Mentre loro scrivevano di albe, fatica e futuro, noi a Taranto discutevamo di nomine, incarichi e assetti politici. Loro alle otto del mattino con una penna in mano. Noi alle undici con un caffè in mano”.
Da quella traccia, spiega, nasce la convinzione che “la nostra maturità, quella della classe dirigente e degli amministratori, si misuri proprio nella capacità di ‘svegliarsi all’alba’, nel senso più profondo indicato da Calabresi: assumersi la responsabilità di affrontare i problemi prima che diventino emergenze”. Un richiamo diretto alla maggioranza, alla quale Tartaglia chiede di non “far finta che tutto vada bene”, perché sarebbe “il modo più rapido per tradire il mandato ricevuto dai cittadini”.
Il consigliere rivendica la necessità di recuperare il senso dell’urgenza: “Il compito di una maggioranza non è gestire il potere. È affrontare i problemi, assumere decisioni, guidare il cambiamento e dare risposte concrete. Non quando i problemi diventano titoli di giornale o comunicati stampa, ma prima”. E aggiunge, con una punta di amarezza: “Abbiamo vinto le elezioni promettendo discontinuità. A un anno dall’insediamento, quella discontinuità è percepita da pochi. Se chiedessimo oggi ai maturandi di scrivere un tema dal titolo ‘La discontinuità a Taranto’, probabilmente molti consegnerebbero il foglio bianco”.
Non una polemica, assicura, ma un contributo “per restituire ai cittadini quel cambiamento che abbiamo promesso”. E il riferimento ai giovani torna come bussola morale: “Il nostro mandato appartiene ai cittadini. Appartiene anche a quei giovani che pochi giorni fa riflettevano sul significato della fatica e dell’impegno. A loro dobbiamo offrire una prospettiva di ‘restanza’, il diritto e la possibilità di costruire qui il proprio futuro senza essere costretti ad andare via”.
Tartaglia elenca poi le priorità del programma di governo – decoro urbano, lavoro e ZES, ambiente e bonifiche, tutela delle fragilità, cultura come leva di sviluppo, formazione e università, rafforzamento della macchina amministrativa – e chiarisce che su questi temi “continuerò a collaborare, a proporre e, quando necessario, a incalzare. Perché svegliarsi all’alba significa anche avere il coraggio di dire dei no quando serve”.
Il passaggio politico più netto arriva nella parte finale: “Io resto nella maggioranza. Resto dove i cittadini mi hanno eletto. Ma il perimetro del mio mandato coincide con il programma presentato ai tarantini nel 2025. Dentro quel perimetro sarò leale, coerente e determinato. Fuori da quel perimetro non sarò complice di ritardi, immobilismi o scelte che possano allontanare Taranto dal cambiamento promesso. Perché prima delle appartenenze viene Taranto. Ed è soltanto ai cittadini di Taranto che dobbiamo rendere conto. Ogni mattina, all’alba”.
La lettera si chiude con un monito affidato alle parole di Gandhi – “L'uomo si distrugge con la politica senza princìpi…” – e con un auspicio che suona anche come un avvertimento alla maggioranza: “Taranto merita una politica fatta di princìpi, responsabilità e coraggio”.
Un messaggio che arriva in un momento delicato per la coalizione e che, alla vigilia della seduta consiliare, aggiunge un tassello significativo al quadro politico di queste ore.