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Le segnalazioni arrivano «quotidiane», fitte come un bollettino di bordo che racconta un disagio ormai diventato sistema.

È questo il quadro che il consigliere comunale Udc, Emiliano Messina, descrive a proposito delle condizioni in cui gli operatori sanitari sono costretti a lavorare all’interno della casa circondariale “Carmelo Magli” di Taranto. Un racconto che assume i toni della denuncia civile e che mette in fila criticità strutturali, igieniche e organizzative che, secondo Messina, «minano seriamente la sicurezza degli stessi operatori».
Il consigliere parla di un «senso di disperazione» che emerge da ogni testimonianza ricevuta: personale che si reca al lavoro «con senso di responsabilità», ma che allo stesso tempo vive la frustrazione di operare in un ambiente «non consono». Le condizioni descritte sono al limite: assenza di spogliatoi e servizi igienici dedicati al personale sanitario, con la conseguenza che gli operatori sono costretti a recarsi da casa al luogo di lavoro e viceversa indossando la divisa, una pratica che Messina definisce «in palese contrasto con le norme igienico-sanitarie e di prevenzione del rischio biologico». Nel carcere, aggiunge, esiste «un unico bagno promiscuo utilizzato da circa una trentina di operatori», mancano armadietti per gli effetti personali e le condizioni igieniche e di sicurezza «non sono conformi ai principi previsti dal d.lgs. 81/2008».
Messina elenca anche problemi strutturali: infermerie collocate in ambienti non idonei, privi di climatizzazione, con ripercussioni sul benessere degli operatori e sulla corretta conservazione dei farmaci; personale infermieristico costretto, nel padiglione Jonio, a lavorare in locali chiusi e anch’essi senza climatizzazione; una grave carenza di agenti di Polizia Penitenziaria che non consente di operare «in maniera adeguata e in totale sicurezza» durante l’apertura delle sezioni detentive. «È facile intuire – afferma – che tutte queste situazioni, che violano la normativa vigente in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, sono una grave lesione ai diritti dei lavoratori».
Per questo Messina ha chiesto un incontro con il prefetto di Taranto, con l’obiettivo di avviare un confronto che possa portare a un percorso condiviso di soluzione delle criticità. Parallelamente, in qualità di consigliere comunale, ha chiesto al direttore del “Magli” di programmare una visita istituzionale all’interno degli ambienti sanitari del carcere, per effettuare un sopralluogo diretto.
Nella parte finale del suo intervento, Messina allarga lo sguardo al tema del benessere dei detenuti, ricordando che spesso è compromesso dal sovraffollamento, dalla mancanza degli affetti, dalla disperazione e dall’assenza di prospettive. Per questo sollecita pubblicamente il sindaco Piero Bitetti ad accelerare la nomina del garante dei detenuti, auspicando che venga scelta «la figura di spessore con il miglior curriculum e con maggiore esperienza» tra i partecipanti al bando comunale. «Come istituzione – conclude – abbiamo il dovere di contribuire al miglioramento del sistema carcerario in tutte le sue sfaccettature».

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