CRONACHE TARANTINE
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Per qualche giorno, a Palazzo di Città, l’aria si è fatta più densa del solito. Le dimissioni dell’assessora Federica Stamerra — attese, annunciate, congelate, poi confermate — hanno aperto una crepa che molti hanno subito interpretato come il preludio di un rimpasto più profondo.
In realtà, la vicenda si è risolta con una rimodulazione delle deleghe, una scelta che il sindaco Pietro Bitetti ha definito «finalizzata a rafforzare l’azione amministrativa e a garantire una gestione sempre più efficace delle attività dell’Ente». Una frase che, letta tra le righe, racconta la volontà di chiudere rapidamente la parentesi e riportare la macchina comunale su un binario di continuità.La redistribuzione delle deleghe è stata calibrata con attenzione. Lucio Lonoce, già titolare dei Lavori Pubblici, assume anche il Patrimonio: un accorpamento che punta a rendere più lineare la gestione degli interventi e delle strutture comunali. Francesco Cosa, che aveva in mano lo Sviluppo Economico, riceve anche le Politiche del Lavoro, un settore che negli ultimi mesi ha richiesto una presenza più stabile e una visione integrata con le dinamiche produttive della città. Infine, Gianni Cataldino — figura di equilibrio nella squadra di governo — aggiunge alla delega al Coordinamento strategico e alle Partecipate anche quella al Personale, un incarico che il sindaco aveva avocato a sé dopo la precedente rimodulazione.Bitetti ha ringraziato gli assessori per «la disponibilità, la collaborazione e il senso di appartenenza dimostrati nell’accettare i nuovi incarichi», sottolineando che questa riorganizzazione rappresenta «un ulteriore passo verso il rafforzamento dell’azione di Governo in una fase particolarmente significativa per la città, anche in vista dei prossimi Giochi del Mediterraneo». Ed è proprio l’orizzonte dei Giochi a fare da cornice a ogni scelta: Taranto si prepara a un evento che non è solo sport, ma identità, racconto, occasione di riscatto. Lo si è visto nello spot ufficiale, dove danza e sport diventano un unico gesto, e lo si è percepito nella presentazione delle medaglie, simboli di incontro e dialogo tra i popoli del Mare Nostrum.In questo clima, la vicenda Stamerra — pur con le sue sfumature politiche e umane — appare già come un episodio chiuso. Una pagina voltata con rapidità, senza strappi, senza scosse. Qualcuno aveva intravisto un possibile terremoto, altri un segnale di fragilità della maggioranza. Ma la ricomposizione è arrivata in poche ore, con una naturalezza che ha sgonfiato ogni allarme.Alla fine, è stata davvero una tempesta in un bicchiere d'acqua.
Ma a volte le apparenze ingannano.