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Mozione per escludere la provincia dall’aumento dell’addizionale IRPEF.


Il Condigliere Regionale Scalera non ha dubbi:  “Taranto ha già pagato abbastanza. È arrivato il momento che la Regione Puglia smetta di considerare la nostra comunità come un territorio da sacrificare ogni volta che occorre coprire errori amministrativi e fallimenti della programmazione sanitaria”, dichiara il consigliere regionale della Lega Antonio Paolo Scalera.
Scalera annuncia di aver depositato una mozione che chiede alla Giunta regionale di rivedere la manovra sull’aumento dell’addizionale IRPEF, prevedendo per i cittadini della provincia di Taranto misure di esenzione, riduzione o compensazione fiscale, insieme a un piano straordinario di riequilibrio sanitario, economico e territoriale.
“La sanità pugliese registra un disavanzo di centinaia di milioni di euro che non nasce oggi e che non è certo colpa dei cittadini. È il risultato di anni di errori gestionali, programmazione sbagliata e incapacità amministrativa.”
Secondo Scalera, è “inaccettabile” che a pagare siano ancora una volta famiglie, lavoratori, pensionati e imprese.
“Taranto non può essere trattata come tutti gli altri territori. Da oltre cinquant’anni questa provincia sopporta il peso del più grande polo siderurgico d’Europa, pagando un prezzo enorme in termini di salute, ambiente, mortalità, sviluppo economico e qualità della vita. Chiedere ai tarantini di contribuire allo stesso modo al ripiano del deficit sanitario è una profonda ingiustizia morale, prima ancora che politica.”
La mozione impegna la Regione a riconoscere Taranto come territorio destinatario di uno speciale regime di giustizia territoriale, sanitaria e fiscale, ad accelerare la piena operatività dell’Ospedale San Cataldo, rafforzare la rete ospedaliera provinciale, assumere personale sanitario, incrementare i posti letto, ridurre le liste d’attesa e introdurre misure straordinarie di fiscalità di vantaggio.
Scalera ricorda che una proposta analoga era stata presentata anche in Consiglio comunale dai consiglieri di Prima Taranto, Adriano Tribbia e Francesco Tacente, insieme agli altri esponenti dell’opposizione.
Nonostante il parere favorevole della Conferenza dei Capigruppo, la mozione è stata dichiarata inammissibile dal Presidente del Consiglio comunale, impedendo il dibattito.
“Una decisione grave e incomprensibile, che considero un precedente pericoloso. Prima hanno tentato di mettere il bavaglio al Consiglio comunale di Taranto, ora saranno costretti a confrontarsi in Consiglio regionale. Non farò un solo passo indietro davanti all’ennesima ingiustizia ai danni della nostra comunità.”
“La Regione dovrà assumersi la responsabilità di scegliere se continuare a fare cassa sulla pelle di un territorio già devastato oppure riconoscere finalmente il principio della giustizia territoriale. Taranto non chiede privilegi: chiede rispetto, equità e il riconoscimento di un sacrificio che dura da decenni.”

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