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Foto di repertorio (Studio Ingenito)

 

«Sono giorni caldi» avrebbe confidato il sindaco Piero Bitetti a persone a lui vicine. Una frase che, letta oggi, sembra aggiungere un tassello al quadro politico apertosi dopo l’invito pubblico di Mino Borraccino – lanciato dal palco della Festa de l’Unità di Talsano – a un possibile ritorno del primo cittadino nel Partito democratico.


Borraccino aveva spiegato che la proposta non era estemporanea: «Ci pensavo da mesi», ricordando il passato da dirigente Pd di Bitetti e sostenendo che il partito e l’amministrazione trarrebbero beneficio da un suo rientro. Un’apertura condivisa con la segretaria provinciale Anna Filippetti e altri dirigenti Dem, rilanciata davanti a una platea che comprendeva Decaro, Casili, Speranza, Viggiano e lo stesso sindaco.
Eppure, da Palazzo di città, il quadro che emerge resta diverso: un rientro formale nel Pd, al momento, apparrebbe impraticabile. Ambienti vicini all’amministrazione spiegano che Bitetti preferisce mantenere una posizione autonoma per preservare stabilità politica e sicurezza istituzionale, evitando che le scelte amministrative e i progetti in corso vengano trascinati dentro dinamiche interne che potrebbero polarizzarle.
E allora, cosa significano davvero quei «giorni caldi»? Forse che qualcosa si muove. Forse che Borraccino, nel suo slancio, ha colto un sentimento reale. Il rebus si infittisce e assume quasi i contorni di una storia estiva, fatta di politica, amicizia e qualche sfumatura d’amore istituzionale. In fondo, nel 1974, i Camaleonti proposero una canzone che ebbe tanto successo e che, nel ritornello, faceva: «Amicizia e amore, dimmi a cosa credi (che importanza ha)».
E se mai dovesse accadere, però, una cosa è certa: dovrà essere per il bene di Taranto.

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