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La discussione sulla TARI torna al centro del dibattito politico tarantino. Forza Italia chiede di correggere una norma del nuovo regolamento comunale che, secondo il gruppo azzurro, genera una disparità di trattamento tra cittadini che vivono stabilmente fuori città e già pagano il tributo nel Comune di effettiva dimora.

Una questione che, per i consiglieri Stellato e Ungaro, riguarda equità fiscale e buon senso.
Forza Italia ha quindi presentato una proposta di modifica al Regolamento TARI 2026 del Comune di Taranto, con l’obiettivo di eliminare quella che definisce una “disposizione ingiusta” nei confronti di numerosi cittadini tarantini. A illustrarla sono i consiglieri comunali Massimiliano Stellato e Rosario Ungaro, che contestano il criterio attualmente previsto per l’esclusione dal calcolo della quota variabile della tariffa.
L’attuale regolamento consente l’esclusione dal computo degli occupanti per i residenti a Taranto che dimorano stabilmente in un altro Comune e lì pagano la TARI, ma solo se in possesso di specifici requisiti ISEE. Una condizione che, secondo i consiglieri azzurri, genera una disparità evidente: “Due cittadini nella stessa identica situazione – spiegano – vengono trattati in modo diverso esclusivamente sulla base del reddito, nonostante producano i propri rifiuti altrove e vi paghino regolarmente il tributo”.
Per Stellato e Ungaro, il principio è chiaro: la TARI è una tassa legata alla produzione dei rifiuti, non al reddito del contribuente. “Se una persona vive per gran parte dell’anno in un altro Comune, produce lì i propri rifiuti e lì assolve già all’obbligo tributario, è ingiusto che debba sostenere un ulteriore aggravio economico a Taranto soltanto perché rientra in una determinata fascia ISEE”.
La proposta di Forza Italia prevede quindi l’eliminazione del requisito reddituale, riconoscendo l’esclusione dal computo degli occupanti a tutti coloro che dimorino abitualmente in un altro Comune per almeno 120 giorni l’anno e risultino già soggetti passivi della TARI nel luogo di effettiva dimora. Restano invariati i controlli documentali e il beneficio si applica esclusivamente alla quota variabile della tariffa, per evitare abusi.
“Si tratta di una modifica ispirata a un principio semplice – sottolineano i consiglieri –: nessun cittadino deve essere chiamato a pagare due volte per un servizio che, nei fatti, usufruisce in un solo luogo. È una questione di buon senso, di giustizia fiscale e di rispetto verso chi mantiene il legame con Taranto pur vivendo temporaneamente altrove per lavoro, studio o altre esigenze documentate”.
Stellato e Ungaro auspicano che il Consiglio comunale affronti la proposta con spirito costruttivo, “superando una disparità di trattamento che non trova alcun fondamento nella natura della tassa sui rifiuti e restituendo equità a una disciplina che riguarda centinaia di famiglie tarantine”.

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