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Il dibattito sulla Tari è tornato a mostrare quanto fragile sia l’equilibrio politico in consiglio comunale.

L’impressione, ascoltando gli interventi, è quella di una città che discute più del passato che del futuro, mentre l’aumento della tassa sui rifiuti diventa il terreno di uno scontro ormai strutturale. In quattro ore di seduta, maggioranza e opposizione hanno incrociato le armi sul Pef e sulle tariffe, confermate con un incremento medio del 7,9%, giudicato inevitabile dall’amministrazione e frutto di scelte sbagliate per la minoranza.
La seduta si è aperta con il caso Tartaglia‑Boshnjaku, che ha aggiunto tensione a un clima già acceso. Il sindaco Bitetti ha provato a riportare il confronto su un terreno istituzionale, annunciando la nomina dell’ingegner Nacci a Kyma Ambiente e richiamando i consiglieri a una collaborazione più ampia, anche alla luce delle visite dei ministri agli impianti dei Giochi del Mediterraneo.
Ma sulla Tari l’appello è rimasto lettera morta: l’opposizione ha denunciato una città ancora sporca, una differenziata insufficiente e una tassa tra le più pesanti d’Italia. Bitetti ha rivendicato i progressi degli ultimi mesi, sostenendo che la narrazione negativa non fotografa la realtà. Alla fine, il Pef e l’emendamento Contrario sono passati a maggioranza, mentre il consiglio sulla crisi di Kyma Ambiente è stato annullato.

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