CRONACHE TARANTINE
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In una nota diffusa il 5 agosto, il senatore Mario Turco – vicepresidente del Movimento 5 Stelle e delegato alle Politiche Economiche e Fiscali – torna sulla vicenda della Persefone di Taranto e chiede al Governo di riaprire l’istruttoria tecnico‑giuridica relativa all’esportazione della statua, oggi conservata a Berlino.
“La cosiddetta Dea in Trono da Taranto, nota anche come Persefone, è una scultura marmorea magnogreca risalente alla prima metà del V secolo a.C. e rappresenta uno dei più importanti capolavori del patrimonio archeologico della Magna Grecia. Oggi è conservata presso l’Antikensammlung degli Staatliche Museen zu Berlin, mentre una copia fedele è esposta al Museo Archeologico Nazionale di Taranto in virtù della Convenzione sottoscritta nel 2014 tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e la Stiftung Preußischer Kulturbesitz.
Secondo la ricostruzione storica più accreditata, la statua fu rinvenuta a Taranto nel 1912 e successivamente trasferita in Germania, dove venne acquisita dai musei berlinesi nel 1915. La vicenda è stata più volte oggetto di attenzione parlamentare. Nel 1997 si ritenne di non promuovere una richiesta di restituzione, ritenendo il tempo trascorso un ostacolo insormontabile. La questione è stata poi riproposta nel corso del Governo Conte II e successivamente sottoposta al Governo Draghi con l’interrogazione n. 3-03480 del 20 luglio 2022, con la quale si chiedeva al Ministro della Cultura di acquisire il parere delle competenti strutture ministeriali e del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale al fine di verificare, sulla base della normativa vigente all’epoca dei fatti, la praticabilità di un’azione di recupero.
Permangono tuttavia elementi che meritano un ulteriore approfondimento. In particolare, gli atti e gli accertamenti della Regia Guardia di Finanza richiamati nelle ricostruzioni storiche risultano lacunosi e non consentono di considerare definitivamente chiarite le modalità con cui il reperto lasciò il territorio nazionale. Per questa ragione ho depositato una nuova interrogazione parlamentare con la quale chiedo al Ministro della Cultura di investire nuovamente della questione le competenti strutture del Ministero e il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, affinché venga svolta una nuova valutazione tecnico‑giuridica sulle modalità di esportazione della statua, alla luce della normativa vigente all’epoca dei fatti.
Non chiediamo scorciatoie né rivendicazioni simboliche. Chiediamo semplicemente che lo Stato italiano accerti, con il massimo rigore scientifico e giuridico, se esistano oggi i presupposti per riaprire un’interlocuzione con le autorità tedesche finalizzata alla restituzione di un’opera che costituisce una parte fondamentale dell’identità storica e culturale di Taranto e dell’intero Paese. Se da questa nuova istruttoria dovessero emergere elementi diversi rispetto alle valutazioni del passato, potrebbe aprirsi una nuova fase nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio archeologico italiano e nei rapporti di cooperazione culturale tra Italia e Germania”.