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Foto di repertorio

L’onorevole Francesca Viggiano interviene con decisione dopo il post pubblicato dall’avvocato Maurizio Rizzo Striano, già componente del gruppo “Ecologia e Territorio” presso la Corte Suprema di Cassazione e figura di lungo corso nelle politiche ambientali e agricole.

Nel suo intervento, Rizzo Striano ha associato il Partito Democratico alle scelte del Governo Meloni sulla vicenda ex Ilva, alludendo persino a un presunto “patto segreto” tra Governo, PD e sindacati. Una ricostruzione che la parlamentare dem definisce priva di fondamento e politicamente scorretta, rivendicando il lavoro svolto negli anni e la posizione del suo partito sulla crisi industriale di Taranto.

Di seguito il suo intervento integrale, affidata ai social.

Onorevole Francesca Viggiano:
«Egregio Collega Maurizio Rizzo Striano, ho letto il Suo ultimo post (testo nel primo commento) e intervengo in qualità di avvocata e di parlamentare del Partito Democratico perché non posso tollerare che il PD venga associato alle scelte del Governo Meloni sulla vicenda ex Ilva.
È un accostamento politicamente falso e profondamente scorretto, reso ancora più grave dall’allusione a un presunto “patto segreto” tra Governo, Partito Democratico e sindacati. Un’insinuazione priva di qualsiasi fondamento, che respingo con assoluta fermezza.
Questo Governo, anziché assumersi la responsabilità di costruire una prospettiva per Taranto, continua ad affidarsi a strumenti processuali di dubbia efficacia, tentando ancora una volta di rinviare il momento delle scelte. Ma i ricorsi non sono una politica industriale. Le istanze di sospensione non bonificano gli impianti, non tutelano la salute, non proteggono l’ambiente e non garantiscono il futuro dei lavoratori.
Noi continueremo a batterci per una soluzione capace di tenere insieme il diritto alla salute, la tutela dell’ambiente e la certezza di un futuro occupazionale per migliaia di lavoratori e di famiglie. Non consentiremo che questi diritti vengano ancora messi gli uni contro gli altri.
Io posso parlare perché non ho scoperto oggi questa battaglia. Quando ero assessora del Comune di Taranto ho lavorato giorno e notte, accanto al sindaco e alla Direzione Ambiente, per redigere ordinanze finalizzate alla tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Ho studiato atti, affrontato responsabilità e cercato ogni strumento possibile per difendere la mia città.
Ma posso parlare soprattutto perché sono nata e cresciuta a Taranto. Perché le ferite provocate da questa vicenda non le conosco soltanto attraverso i fascicoli, le sentenze o le relazioni tecniche. Le ho viste nella vita delle persone, nelle paure delle famiglie, nelle preoccupazioni dei lavoratori e nel dolore di un’intera comunità costretta per decenni a scegliere tra diritti che avrebbero dovuto essere garantiti insieme.
Scrivo pur sapendo che, in questo momento storico, qualcuno sta tentando di trasformare il Partito Democratico nel nemico pubblico, attribuendogli persino le responsabilità del Governo Meloni. Parlo ugualmente, perché me lo impone la mia storia personale, professionale, politica e istituzionale. Tacere davanti a una ricostruzione falsa significherebbe accettarla.
In questi giorni ho scelto consapevolmente di non amplificare lo scontro, perché questa è una fase estremamente delicata. Taranto non ha bisogno di nuove contrapposizioni, di semplificazioni o di mostri da offrire all’opinione pubblica. Ha bisogno di serietà, responsabilità e soluzioni.
Chi interviene su questa vicenda dovrebbe ricordare che le parole pronunciate non restano confinate nelle aule giudiziarie o nei post sui social. Ricadono su una città che da decenni vive sulla propria pelle la contrapposizione lacerante tra salute e lavoro. Ricadono sui cittadini, sui lavoratori e sulle loro famiglie.
Per Lei questa vicenda rappresenta un mandato professionale. Per me e per i tarantini è la questione della vita. È la nostra salute, il nostro ambiente, il lavoro delle nostre famiglie e il futuro dei nostri figli.
Per questo associare il Partito Democratico al Governo Meloni non è soltanto falso: è irresponsabile. Significa confondere chi sta governando questa vicenda con chi, da questa città e per questa città, continua a pretendere una soluzione vera.
Da collega avvocato mi sarei aspettata rigore e prudenza. Da parlamentare del Partito Democratico non permetterò che il mio partito venga indicato come complice di un Governo al quale ci opponiamo con fermezza.
Taranto ha già pagato un prezzo troppo alto. Nessuno ha il diritto di utilizzarla ancora una volta per costruire sospetti, nemici e contrapposizioni».

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