CRONACHE TARANTINE
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Come presidente dei senatori del Partito Democratico, Francesco Boccia interviene con toni duri sulla crisi dell’ex Ilva e sulle scelte del Governo, ponendo una domanda che pesa come un macigno sulla giornata politica, destinata a far discutere.
Ecco la sua nota in merito.
“Un Governo che festeggia quanto è durato invece di spiegare cosa ha fatto per migliorare la vita degli italiani sta già confessando il proprio fallimento.
Mentre a Palazzo Chigi si celebrano record di durata, nel Paese reale le famiglie fanno altri conti: quanto costa riempire il carrello della spesa, mettere benzina, pagare le bollette; quanto vale davvero un salario e quanto bisogna aspettare per potersi curare.
E proprio oggi arriva da Taranto una notizia drammatica: sono partite le procedure di licenziamento collettivo per oltre 2.500 lavoratori dell'indotto ex Ilva.
Duemilacinquecento lavoratori, duemilacinquecento famiglie alle quali il Governo, dopo anni di annunci, non è stato capace di dare una prospettiva.
Questa è la distanza tra la propaganda e l'Italia reale. Governare a lungo non significa governare bene. Il tempo trascorso al potere non è un risultato: il risultato è ciò che lasci nella vita delle persone. E dopo quattro anni restano una pressione fiscale cresciuta, una produzione industriale in difficoltà, costi dell'energia che continuano a pesare su famiglie e imprese e, sull'ex Ilva, un'emergenza industriale e occupazionale che sta precipitando.
Per questo ci chiediamo: stasera a Bari, mentre festeggerà il suo Governo, Giorgia Meloni avrà il coraggio di spiegare ai 2.500 lavoratori dell'indotto ex Ilva e alle loro famiglie che cosa dovrebbero festeggiare loro?" Così il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia.