CRONACHE TARANTINE
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Tutela dei lavoratori sì, ma senza arretrare sulla necessità di chiudere l’area a caldo dell’ex Ilva.
È la posizione ribadita dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Annagrazia Angolano al termine dell’incontro svoltosi in Regione Puglia sul futuro dello stabilimento siderurgico di Taranto.
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La consigliera regionale ha sottolineato la piena condivisione delle misure necessarie a garantire la tutela dell’occupazione e dell’indotto, prendendo però le distanze dall’impostazione emersa nel documento discusso durante il confronto istituzionale.
Secondo Angolano, la continuità produttiva dello stabilimento non può rappresentare il presupposto imprescindibile di ogni ragionamento sul futuro dell’ex Ilva. Per il Movimento 5 Stelle il punto di partenza deve essere invece la chiusura dell’area a caldo, accompagnata dalla tutela della salute pubblica, dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini e dei lavoratori.
L’esponente pentastellata evidenzia inoltre che il dibattito non può limitarsi alla sola decarbonizzazione delle produzioni attraverso le tecnologie oggi disponibili. «Il problema di Taranto non può essere ridotto alle sole emissioni di CO₂», sostiene, richiamando la necessità di valutare l’intero impatto ambientale e sanitario dei processi industriali e di escludere soluzioni che continuino a generare livelli di inquinamento ritenuti non sostenibili.
Angolano considera invece condivisibili le richieste avanzate dai sindacati per rafforzare le tutele dei lavoratori e ribadisce la necessità di un coinvolgimento diretto dello Stato. Un percorso che, secondo il M5S, dovrebbe svilupparsi attraverso un Accordo di Programma capace di definire tempi, risorse e responsabilità per le bonifiche, la messa in sicurezza del territorio, la tutela sanitaria, le garanzie occupazionali e la riconversione economica e produttiva dell’area.
La posizione del Movimento 5 Stelle resta dunque netta: priorità alla chiusura dell’area a caldo, alla salvaguardia della salute e dell’ambiente e alla difesa dei posti di lavoro. Solo successivamente potrà essere valutata un’eventuale prospettiva industriale, purché compatibile sotto il profilo ambientale e sanitario e inserita in un percorso di riconversione fondato su tecnologie sostenibili e sul progressivo utilizzo dell’idrogeno verde.
«Taranto non può essere chiamata ancora una volta a scegliere tra salute e lavoro», conclude Angolano. «L’obiettivo deve essere garantire entrambe, costruendo una prospettiva nuova e credibile per il territorio».