CRONACHE TARANTINE
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L'interrogazione al Ministro per lo Sport e i Giovani.
Il senatore M5S annuncia un'interrogazione parlamentare dopo la petizione da 18 mila firme. Nel mirino il futuro dello Stadio del Nuoto costato 41 milioni: "Rischia di rimanere chiuso senza gestore. Taranto non può permettersi che gli investimenti pubblici realizzati per i Giochi del Mediterraneo si trasformino nell'ennesima occasione perduta".
Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente nazionale del Movimento 5 Stelle, annunciando la presentazione di un'interrogazione parlamentare al Ministro per lo Sport e i Giovani.
Al centro, il futuro delle infrastrutture sportive realizzate per i Giochi, per le quali sono stati spesi oltre 350 milioni di euro di fondi pubblici.
“Particolarmente preoccupante è la situazione dello Stadio del Nuoto, un'infrastruttura per la quale risultano investimenti pari a circa 41 milioni di euro e che rischia di rimanere inutilizzata in assenza di un gestore e di un piano economico-finanziario sostenibile", denuncia Turco. "Sarebbe inaccettabile aver investito decine di milioni per realizzare strutture destinate a rimanere chiuse".
La proposta: trasformare Taranto in polo permanente per lo sport nazionale. "La proposta di istituire un Centro permanente di preparazione olimpica è concreta ed è sostenuta anche da una straordinaria mobilitazione civica. La petizione promossa dallo scrittore Lorenzo Laporta ha superato le 18 mila firme. Un segnale che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare.
Con la nostra interrogazione chiediamo al Governo quali iniziative siano state assunte dopo l'incontro del 28 settembre con i promotori, quali interlocuzioni con CONI e federazioni e, soprattutto, quali risorse e tempi per una gestione stabile", aggiunge.
“Il Ministro aveva assicurato che Taranto non sarebbe stata lasciata sola dopo i Giochi. È arrivato il momento di trasformare quelle parole in impegni concreti. Taranto non ha bisogno di altre promesse, ma di una prospettiva di futuro. Un centro olimpico può attrarre atleti, investimenti e contribuire a superare la monocultura dell'acciaio".