CRONACHE TARANTINE
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Se si dovesse paragonare il Consiglio comunale andato in scena rispetto alle ultime sedute, beh... non c'è storia.
A parte l'ironia, questa volta in aula è andato tutto liscio. Perchè in un'ora più o meno si sono sciorinati e passati senza sussulti i pochi punti all'ordine del giorno (in tutto 9).
Il perchè è presto detto: si trattava di debiti fuori bilancio, per cui alla seduta erano presenti in 22 consiglieri e la discussione è stata minimal, se ci passate il termine.
Intanto, la seduta si è tenuta a porte chiuse, e non già per chissà quale timore. Il problema è che nell'aula consiliare piove (essì!) e proprio nell'area in cui stazionano solitamente giornalisti e spettatori. Per cui, onde evitare problemi di sorta, ecco che prevenire è stato meglio che curare. Magari, in attesa che si risolvano le infiltrazioni.
Dicevamo di una seduta quasi silenziosa, affidata alle chiamate del presidente Liviano e passata quasi esclusivamente per le votazioni. Un solo sussulto, se vogliamo chiamarlo così, quando il consigliere Vietri (FdI) ha chiesto chiarimenti sul punto 7. In pratica, un debito di circa 800mila euro per assolvere a una sentenza del Tribunale di Taranto. Il motivo? Il pagamento dell'energia elettrica, che inizialmente era di 360mila euro circa e che nel corso del tempo - per sanzioni e ritardi di pagamento - è addirittura arrivata ai circa 800mila. Chiede Vietri: possibile conoscere di chi sono le responsabilità? Naturalmente, tutto finirà alla Corte dei conti giocoforza, come ha spiegato il segretario generale De Carlo, il quale ha risposto aggiungendo che le verifiche saranno effettuate. Il consigliere del Pd, Contrario, su questo punto ha aggiunto che in ogni caso il Consiglio comunale, anche attraverso la Commissione competente, non può che ottemperare e che quindi le verifiche sulle responsabilità verranno fuori in qualche modo, in parole povere.
Da segnalare, comunque, che prima della seduta del Consiglio comunale, c'è stato un incontro con gli esponenti sindacali che si stanno battendo per la vicenda dell'appalto del verde pubblico. La questione è ormai nota. L'Amministrazione comunale ha prorogato, diciamo così, il vecchio appalto in attesa della conclusione della procedura sull'assegnazione della nuova gara. I lavoratori premono affinchè siano salvaguardati i livelli occupazionali (parliamo di una platea di poco meno di 100 unità), soprattutto gli 'storici' (una cinquantina), a prescindere dall'impresa che andrà poi in trattazione subito dopo l'assegnazione. Insomma, una vicenda che dovrà ancora esaurirsi, nella speranza che anche in questo caso la soluzione sia una risposta adeguata a lavoratori che purtroppo vivono nell'incertezza.