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Il Movimento 5 Stelle lancia il progetto "N(U)OVA TARANTO" e rilancia il Cantiere Taranto: "Basta divisioni, passare dalla protesta alla proposta"

"L'assemblea provinciale del Movimento 5 Stelle, svoltasi ieri a Taranto, ha segnato l'avvio di un percorso collettivo di partecipazione e proposta per costruire il futuro della città oltre l'Ilva. Un percorso aperto a tutti, senza divisioni né steccati, per unire cittadini, lavoratori, associazioni, sindacati, imprese e istituzioni attorno a un grande progetto di riconversione economica, sociale, ambientale e culturale.
La chiusura dell'area a caldo, la tutela della salute e dell'occupazione e le bonifiche ambientali rappresentano condizioni irrinunciabili, battaglie che abbiamo sempre sostenuto e che continueremo a portare avanti insieme a chi oggi rivendica il superamento della produzione a carbone. Ribadiamo inoltre il nostro no al rigassificatore e a nuovi insediamenti produttivi basati su fonti energetiche inquinanti. Taranto non può continuare a essere considerata un territorio sul quale concentrare attività ad alto impatto ambientale. Ma a queste battaglie dobbiamo affiancare una mobilitazione altrettanto forte per difendere e conquistare nuovi investimenti, nuovi insediamenti produttivi sostenibili e nuove opportunità di lavoro.
Perché, mentre Taranto si divideva tra chi sosteneva la continuità della produzione a carbone e chi chiedeva la chiusura degli impianti inquinanti, negli ultimi quattro anni la città ha visto sfumare importanti investimenti e migliaia di potenziali posti di lavoro, senza che si sviluppasse una mobilitazione collettiva di pari intensità.
Si pensi a Ferretti e Renexia, con investimenti abbandonati o trasferiti in altre regioni, ma anche alle prospettive di rilancio dell'Arsenale con Fincantieri, al Tecnopolo del Mediterraneo, alla Soprintendenza, all'Acquario Green e agli altri interventi promossi nell'ambito del 'Cantiere Taranto' durante il Governo Conte II. Senza dimenticare le infrastrutture ferroviarie, l'apertura dell'aeroporto ai voli passeggeri di linea e gli interventi per la riconversione industriale e le bonifiche, anche attraverso le risorse del PNRR.
Parliamo di oltre 2,2 miliardi di euro tra investimenti trasferiti in altre regioni, ridimensionati o persino cancellati, e di oltre 2.000 nuovi posti di lavoro, senza considerare le ulteriori ricadute che avrebbero potuto generare le nuove filiere produttive.
Su queste occasioni perdute è necessario chiamare il Governo Meloni alle proprie responsabilità. Ma occorre anche una riflessione collettiva che coinvolga politica, istituzioni, organizzazioni sindacali, associazioni e imprese. Non per alimentare nuove divisioni o cercare colpevoli, ma per comprendere ciò che non ha funzionato e ritrovare l'unità necessaria a difendere gli investimenti e costruire nuove prospettive di sviluppo, in attesa del prossimo Governo progressista.
Per questo è arrivato il momento di passare dalla protesta alla proposta, attraverso le quattro direttrici del nostro progetto 'N(U)OVA TARANTO': 'spegnere' l'area a caldo, garantendo piena tutela ai lavoratori diretti, degli appalti e dell'indotto; 'bonificare' le aree contaminate; 'costruire' nuove opportunità attraverso la diversificazione industriale, la cantieristica, la ricerca, l'innovazione, il completamento delle infrastrutture, il turismo e la cultura; 'rinascere', restituendo soprattutto ai giovani il diritto di costruire il proprio futuro nella propria terra.
Per questo vogliamo rilanciare il Cantiere Taranto e dare vita a un grande laboratorio partecipativo, aperto alle energie della città e al contributo di esperti e professionisti provenienti da tutta Italia.
Nei prossimi giorni comunicheremo le date delle prossime assemblee pubbliche.
L'obiettivo è definire insieme un Piano di riconversione economica, sociale, ambientale e culturale, da attuare attraverso un 'Accordo di Programma' con Governo, Regione, enti locali e parti sociali, con risorse certe, tempi vincolanti e responsabilità definite.
Taranto non ha bisogno di nuove divisioni, ma di un progetto comune. Vogliamo costruirlo attraverso il confronto, l'ascolto e la partecipazione di tutte le energie sane, operose e costruttive della città, anche di chi non condivide le nostre posizioni o ha una visione diversa sul futuro dell'ex Ilva. Siamo convinti che, pur partendo da sensibilità differenti, sia possibile individuare punti di incontro e raggiungere sintesi condivise nell'interesse generale della comunità.
Non chiediamo a nessuno di rinunciare alle proprie idee, ma a tutti di contribuire alla costruzione di un futuro diverso.
Il futuro di Taranto deve partire dai cittadini e non può più essere rinviato."

M5S Taranto.

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