CRONACHE TARANTINE
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La rimodulazione di quasi 475 milioni di euro del Just Transition Fund destinati a Taranto riaccende il dibattito politico. Il consigliere comunale Luca Contrario contesta le rassicurazioni del Governo e chiede che le risorse restino integralmente a disposizione della comunità ionica.
«Assistiamo ancora una volta allo stesso schema: si sottraggono fondi destinati a Taranto e, soltanto dopo le proteste e le denunce pubbliche, arrivano rassicurazioni che promettono future restituzioni, senza certezze sui tempi e sulle modalità. La realtà, però, è che oggi quelle risorse vengono di fatto sottratte al territorio».
Lo afferma il consigliere comunale Luca Contrario, intervenendo sulle dichiarazioni del deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia relative alla riassegnazione di 474,6 milioni di euro del Just Transition Fund per il finanziamento dei progetti della Puglia Green Hydrogen Valley.
«È accaduto con il JTF e sta accadendo anche su altri fronti. Basti pensare all’eolico offshore, dove le risorse previste per la filiera sono state drasticamente ridotte. Si taglia oggi e si promette di reintegrare domani, ma intanto il territorio perde opportunità concrete».
Secondo Contrario, sostenere che non sia stato sottratto «nemmeno un euro» a Taranto significa offrire una lettura che non rispecchia la situazione reale.
«La rendicontazione utilizzata per evitare il disimpegno automatico dei fondi europei può essere utile sotto il profilo amministrativo, ma non equivale a un investimento diretto sul territorio. Quelle somme erano state pensate per sostenere la diversificazione economica, le piccole e medie imprese, le bonifiche e la creazione di nuove occasioni di lavoro oltre la monocultura dell’acciaio».
Per il consigliere, inoltre, i progetti legati alla filiera dell’idrogeno, in quanto strategici a livello nazionale, avrebbero dovuto essere finanziati attraverso risorse ordinarie dello Stato.
«Utilizzare i fondi del JTF per coprire interventi che avrebbero dovuto trovare altre coperture significa ridurre la disponibilità dell’unico strumento straordinario ottenuto da Taranto per accompagnare una vera transizione economica e sociale».
Contrario sottolinea anche come i ritardi procedurali richiamati per giustificare la rimodulazione delle risorse non possano essere considerati un elemento positivo.
«Se ci sono stati rallentamenti amministrativi, questi non possono ricadere sui cittadini, sugli enti locali e sulle imprese del territorio. La transizione ecologica deve tradursi in benefici reali e diffusi per la comunità, non in una semplice operazione contabile tra ministeri».
Da qui l’appello rivolto alle rappresentanze istituzionali del territorio.
«Chiedo a tutte le forze politiche regionali e parlamentari di fare fronte comune affinché i 474,6 milioni di euro del Just Transition Fund restino integralmente a disposizione di Taranto e della sua comunità, per sostenere percorsi concreti di riconversione economica, occupazionale e sociale».