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Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia chiede di riprogrammare le risorse destinate al progetto e di utilizzarle per attivare i collegamenti commerciali di linea dall’aeroporto Arlotta.

“Dello Spazioporto di Grottaglie si parla dal 2018, ma dopo anni di annunci il progetto è di fatto fermo”.
È la posizione del consigliere regionale pugliese di Fratelli d’Italia, Giampaolo Vietri, che lancia un appello affinché i 70 milioni di euro stanziati e ancora inutilizzati non vengano definanziati o trasferiti ad altre finalità.
Secondo Vietri, le risorse dovrebbero invece essere riprogrammate e mantenute sull’aeroporto “Marcello Arlotta” di Grottaglie per consentire l’avvio dei voli passeggeri commerciali di linea. Una richiesta che il consigliere ha già formalizzato al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
A sostegno della sua proposta, Vietri ripercorre le vicende degli operatori indicati negli anni come protagonisti del progetto spazioportuale pugliese. Il primo soggetto individuato, Virgin Orbit, ha dichiarato fallimento nel maggio 2023, interrompendo di fatto le prospettive legate ai voli suborbitali da Grottaglie.
Dubbi vengono sollevati anche sulla situazione di Virgin Galactic, subentrata successivamente con un accordo di collaborazione siglato nel dicembre 2024 per uno studio di fattibilità sulle operazioni suborbitali dallo scalo ionico. La prima fase del progetto avrebbe dovuto concludersi nel corso del 2025.
Vietri richiama inoltre quanto riportato nella relazione trimestrale relativa al secondo trimestre 2026 depositata presso la Securities and Exchange Commission statunitense. Nel documento, la società conferma di trovarsi ancora in una fase pre-commerciale, senza ricavi derivanti da voli spaziali, evidenziando condizioni che generano dubbi sulla capacità di proseguire l’attività negli anni futuri. Inoltre, Virgin Galactic non effettua voli spaziali dal giugno 2024 e nell’agosto scorso ha annunciato il rinvio dell’avvio del servizio commerciale al febbraio 2027.
Il consigliere regionale sottolinea anche come il costo di un volo di turismo spaziale, stimato in circa 700mila euro a passeggero, limiti fortemente il potenziale bacino di utenza. A questo si aggiungono le criticità evidenziate da osservatori internazionali, tra cui ritardi, aumento dei costi e incertezze industriali e istituzionali che continuano a rallentare lo sviluppo del settore.
«Il quadro internazionale suggerisce prudenza rispetto all’ipotesi che il trasporto suborbitale commerciale possa garantire nel breve e medio periodo un utilizzo stabile e sostenibile delle infrastrutture dedicate», osserva Vietri.
Da qui la richiesta alla Regione: prendere atto dell’assenza, al momento, di un vettore in grado di avviare in tempi rapidi i voli suborbitali e destinare le risorse non utilizzate allo sviluppo dei voli commerciali di linea da Grottaglie.
Per Vietri si tratta di una scelta concreta per evitare la perdita dei finanziamenti destinati allo scalo ionico e garantire migliori opportunità di mobilità a cittadini e imprese del territorio.

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