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Il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera ha presentato un’interrogazione a risposta scritta all’assessore regionale alla Sanità per chiedere chiarimenti sull’affidamento da parte della Asl Taranto di servizi relativi alla gestione integrata della salute e della sicurezza sul lavoro a una società esterna.


Al centro della richiesta di approfondimento c’è la deliberazione n. 1110/2026, con cui l’Azienda sanitaria ha disposto l’adesione all’Accordo Quadro Consip, Edizione 1 – Lotto 5, per un importo complessivo di 1.153.506,21 euro, Iva inclusa, e una durata di 36 mesi.
«Non metto in discussione l’importanza della sicurezza sul lavoro, che deve rappresentare una priorità assoluta per ogni struttura sanitaria», afferma Scalera. «Ma proprio perché si tratta di un tema così delicato e di risorse pubbliche così ingenti, è necessario comprendere le ragioni che hanno portato a ricorrere a un soggetto esterno, nonostante la presenza di un Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale».
Secondo quanto evidenziato dal consigliere regionale, 813.425,85 euro sono destinati ai corrispettivi a canone, mentre ulteriori 340.080,36 euro riguardano attività extra canone attivabili mediante specifici ordinativi. Proprio quest’ultima voce, sottolinea Scalera, necessita di ulteriori chiarimenti.
«Voglio capire quali siano esattamente queste prestazioni aggiuntive, secondo quali criteri verranno richieste e quali controlli siano previsti per evitare spese non strettamente necessarie», dichiara.
Nell’interrogazione vengono inoltre richieste informazioni sulle eventuali carenze di organico e sulle professionalità mancanti all’interno della struttura aziendale, nonché sulle attività che non potrebbero essere svolte direttamente dal personale della Asl. Scalera chiede anche se sia stata effettuata una valutazione comparativa tra i costi dell’esternalizzazione e quelli derivanti da un eventuale potenziamento delle risorse interne.
Tra i quesiti rivolti alla Regione figurano anche la verifica di possibili sovrapposizioni tra le attività affidate all’esterno e quelle già svolte dal Servizio di Prevenzione e Protezione interno, oltre alla congruità economica dell’operazione.
«Prima di impegnare risorse così importanti bisogna verificare ciò che già esiste, valorizzare le competenze interne e dimostrare che il ricorso a un operatore esterno sia realmente necessario e conveniente per l’amministrazione», conclude Scalera, chiedendo un approfondimento sull’organizzazione del servizio aziendale e una verifica amministrativa e contabile dell’affidamento. «La mia è una richiesta di trasparenza e responsabilità nell’utilizzo del denaro pubblico. I cittadini hanno diritto di sapere come vengono spesi i soldi della sanità e perché si scelgono determinate soluzioni organizzative».

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