CRONACHE TARANTINE
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Nella settimana che introduce a ben tre sedute in modalità monotematica del Consiglio comunale qualche malumore sembrerebbe serpeggiare tra i consiglieri di maggioranza i quali avrebbero dato vita, nella mattinata dell’1 febbraio, a una riunione piuttosto vivace nei toni.
L’argomento più spinoso è quello riguardante l’affidamento ai privati della gestione degli asili nido comunale, questione all’ordine del giorno del Consiglio comunale del 4 febbraio. È vero che il sindaco Melucci, all’indomani di una levata di scudi da parte di associazioni, sindacati e degli stessi lavoratori e lavoratrici dei nido ha subito avviato un’interlocuzione proprio per smussare gli angoli della polemica e del provvedimento votato a fine dicembre dai consiglieri di maggioranza. Ma è anche vero che c’è chi, ancora, non è del tutto convinto della strada presa dall’amministrazione comunale. Tra questi ci sarebbe la consigliera Patrizia Mignolo, che ricopre anche un ruolo di primo piano nella Confsal, sindacato che dal primo momento, concetto ribadito anche in una recente conferenza stampa, è contraria alla privatizzazione dei nido comunali. La rappresentante in Consiglio comunale del movimento Taranto attiva, infatti, nella seduta di dicembre dell’assise cittadina non votò a favore della nota di aggiornamento al Dup (il Documento unico di programmazione) che conteneva il provvedimento di privatizzazione degli asili nido comunali. E nella riunione di maggioranza di oggi era assente. Il pericolo paventato è che Patrizia Mignolo potrebbe trasferirsi dall’altra parte dell’emiciclo.
Se è vero che due indizi non fanno una prova è anche vero che gli equilibri in seno alla maggioranza sembrano sfilacciarsi. Alcuni componenti della maggioranza, comunque, gettano acqua sul possibile fuoco che potrebbe divampare all’improvviso. Anche perché sulla questione degli asili nido pende il possibile conflitto di interesse che riguarderebbe l’assessore Murgia e la consigliera Pittaccio parenti di gestori di asili nido privati. Questione sulla quale, recentemente, il segretario generale del Comune di Taranto, in commissione Affari generali, ha smontato del tutto.