CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Carta canta e villan dorme. I consiglieri comunali di opposizione non si fidano. Ben vengano, dicono, le dichiarazioni del sindaco Melucci con le quali ha annunciato di fare un passo indietro sull’affidamento ai privati della gestione degli asili nido ad eccezione dei due nuovi – il Monaco a Talsano e il Pastore al Paolo VI – per i quali sarà avviata una sperimentazione con i privati, ma senza un atto ufficiale restano solo parole affidate a un comunicato stampa.
È stato questo il leit motiv che ha caratterizzato la seduta monotematica del Consiglio comunale del 4 febbraio. Nell’aula consiliare di Palazzo di città c’erano proprio tutti: dalle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Snalv-Confsal, Cobas, Slai Cobas) alle associazioni quali Consulta degli asili nido, Libera, Comitato Io amo gli asili nido comunali, Gruppo nazionale Nidi-Infanzia.
Tutti invitati a partecipare portando il proprio contributo alla discussione ma presi in contropiede dal repentino dietrofront dell’amministrazione sulla questione.
Cambio di passo che, comunque, non ha mancato di sollevare dubbi circa il fatto che dietro la decisione si nascondesse la necessità del sindaco di mantenere integro il risicato numero di consiglieri di maggioranza. C’era il pericolo concreto che la consigliera di Taranto attiva, Patrizia Mignolo, potesse sfilarsi non condividendo la decisione di esternalizzare l’importante servizio educativo pubblico, da tutti, ad ascoltare gli interventi in aula, considerato un’eccellenza garantita anche dall’alta professionalità di educatori ed educatrici. Del resto la stessa consigliera lo scorso 28 dicembre aveva votato contro il Documento unico di programmazione al cui interno era contenuto il provvedimento di privatizzazione dei nove asili nido.
Per cui, il vero passo che il sindaco adesso deve compiere, hanno ribadito i consiglieri di minoranza è mettere nero su bianco la variazione di bilancio (c’è da reperire 1 milione 600mila euro per assicurare il mantenimento degli asili nido), spiegare da quale capitolo di spesa andranno reperite le risorse necessarie e, soprattutto, la modifica del Dup nel punto in cui parla di privatizzazione del servizio.
Intanto un robusto, anche se parziale, passo in avanti è stato compiuto. All’unanimità (22 voti a favore) è stata approvata la mozione presentata dalle opposizioni, corroborata da un maxiemendamento, con la quale si impegna il sindaco Melucci e la Giunta a mantenere la gestione pubblica dei 9 asili nido comunali compresi i 2 di nuova realizzazione a Talsano e Paolo VI e a procedere con gli atti propedeutici e necessari a modificare il Dup nella parte in cui prevede la privatizzazione delle strutture. Non solo, sindaco e giunta dovranno impegnarsi all’assunzione e alla stabilizzazione di personale educativo qualificato; all’adeguamento delle strutture esistenti, garantendo ambienti sicuri, moderni e accoglienti per i bambini; all’incremento degli investimenti nei servizi educativi, anche ricorrendo a fondi regionali, nazionali ed europei; a promuovere una campagna di ascolto e coinvolgimento delle famiglie, al fine di individuare le loro esigenze e migliorare l’offerta educativa comunale; a valorizzare ulteriormente la professionalità degli educatori comunali attraverso percorsi di formazione continua e condizioni lavorative che incentivino la qualità e la stabilità del servizio; a garantire trasparenza e informazione continua ai cittadini sulle scelte strategiche riguardanti i servizi educativi comunali.