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«Con il sindaco in questi giorni non ho preso ancora un caffè. Quello che leggo sul mio conto sono soltanto ricostruzioni che non corrispondono alla realtà dei fatti».

È una smentita su tutta la linea quella del consigliere comunale Mario Odone, in forza a Taranto futuro prossimo proveniente dal M5S. Le voci che lo danno all’assessorato alla Cultura in luogo di Angelica Lussoso, in procinto di essere nominata capo di Gabinetto del Comune al posto della dimissionaria Greta Marraffa, le declassa al ruolo di gossip politico ma resta il fatto che il consigliere Odone è l’unico tra i consiglieri di maggioranza a non avere un suo punto di riferimento all’interno della giunta. Tanto più che sembrano allungarsi i tempi per la costituzione di Kyma energia, società partecipata la cui presidenza sarebbe stata affidata proprio ad Odone. Intanto, caffè presi o non presi, la richiesta di un riconoscimento amministrativo Odone l’ha avanzata al sindaco Melucci il quale, però, per poter venire incontro ai desiderata dell’ex pentastellato ha necessità di venire a capo del risiko delle nomine.

In effetti le dimissioni da capo di Gabinetto di Greta Marraffa offrono margini di operatività al primo cittadino. Se si tiene conto che c’è anche da fare nomine nell’Urban center (e qui nei giorni scorsi i consiglieri di FdI Toscano e Vietri hanno invitato Melucci a non dare indicazioni esclusivamente politiche) qualcosa sicuramente si muoverà.

Così come non può passare inosservata la cena alla quale il sindaco Melucci ha partecipato, la sera del 10 febbraio. Cena che ha visto seduti allo stesso tavolo il primo cittadino, il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi della Lega (che a Taranto ha effettuato un sopralluogo al porto e incontrato il presidente dell’Adsp Sergio Prete oltre che rappresentanti istituzionali e associazioni datoriali), il capo di gabinetto del presidente della Regione, Giuseppe Pasquale Roberto Catalano, i consiglieri comunali Francesco Battista (coordinatore cittadino della Lega), Vittorio Mele (Democratici jonici) e Filippo Illiano (Taranto futuro prossimo) questi ultimi due facenti parte della maggioranza).

Una cena nel corso della quale si sarà sicuramente parlato della prossima nomina alla presidenza dell’Autorità di sistema portuale dello Jonio (Sergio Prete è in scadenza di mandato, il secondo) con all’orizzonte la figura dell’ex presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti. Ma la presenza alla cena di un consigliere comunale della Lega e di due della maggioranza potrebbe configurare l’apertura di una finestra sul futuro politico-amministrativo del Comune di Taranto con l’allargamento della maggioranza con vista sulle elezioni regionali del prossimo autunno. Del resto come non dimenticare la presenza a Taranto in occasione dell’inaugurazione del primo cantiere delle Brt del ministro Matteo Salvini e la calorosa stretta di mano tra lui e il sindaco o il fatto che Melucci, che è anche presidente della Provincia di Taranto, ha affidato deleghe anche a consiglieri che nell’ente siedono tra i banchi dell’opposizione per l’esattezza tra quelli di Forza Italia.

Una situazione ingarbugliata con occhiolini strizzati dall’una e dall’altra parte che fanno ben  comprendere come, nonostante le reiterate accuse di malgoverno, le opposizioni, Pd compreso, non abbiano assunto iniziative clamorose come quella dell’anno scorso, finita poi in un nulla di fatto,  quando furono raccolte le firme per lo scioglimento del Consiglio comunale.

 

Filippetti e Tursi (Pd): «Melucci continua con la politica ‘a la carte’»

«Nulla di nuovo sotto il sole, Melucci e la Lega sono ormai una coppia di fatto. Dopo aver sostenuto sotto traccia il partito di Salvini alle ultime Europee, dopo le deleghe distribuite in Provincia al centrodestra, adesso arriva l’ennesima cena strategica con il senatore Roberto Marti. Il tutto mentre si parla di nuovi rimpasti in giunta, cambi di casacca e spartizioni di poltrone».

È un attacco su tutti fronti quello che Anna Filippetti e Giuseppe Tursi, rispettivamente segretario provinciale, la prima, e cittadino, il secondo, del Pd sferrano all’indirizzo del sindaco di Taranto.

E per chi si fosse smarrito tra i numerosi «cambi di casacca», come li definiscono i due esponenti del Pd, Filippetti e Tursi ricordano che la Lega «è ufficialmente all’opposizione nel Comune di Taranto, una finta opposizione che serve solo a tenere in piedi un sistema di potere che sta impoverendo la città. Il tutto – concludono -  mentre la Lega continua a penalizzare il Sud, come dimostra la vicenda dell’aeroporto di Grottaglie, sacrificato per favorire altre zone più “gradite” a Salvini & Co. Ma per Melucci questo non è un problema, perché la priorità non è il bene della città, ma costruirsi un futuro politico, a prescindere da chi lo accompagnerà».

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