CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Le firme dal notaio per far cadere, a distanza di un anno esatto, il Melucci bis? A titolo personale.
Almeno questa è la spiegazione data dai consiglieri comunali Piero Bitetti di CON Taranto e Gianni Liviano di Demos ai colleghi consiglieri di opposizione durante la seduta, tenutasi nella mattinata del 20 febbraio, della Commissione assetto del territorio. Una spiegazione dovuta dal momento che Lega, Forza Italia, FdI, Svolta liberale e Pli dell’iniziativa dei due consiglieri, ai quali si sono aggiunti i tre del Pd (Lucio Lonoce, Luca Contrario e Enzo Di Gregorio) e Antonio Lenti di Europa Verde, l’hanno appreso leggendo gli organi di informazione.
Tanto che i gruppi di opposizione si riuniranno per decidere la linea da adottare perché, fanno sapere, «vogliamo parlare ad una sola voce».
Insomma, stessa strada – via De Cesare dove ha sede lo studio del notaio Monti – stesso scopo: porre fine all’esperienza amministrativa me non perché ci sia qualcosa contro la persona Rinaldo Melucci, come avrebbe spiegato Piero Bitetti ma per la città che, a detta dei firmatari, non può continuare ad essere amministrata come lo è stata fino ad oggi.
Al di là, però, delle motivazioni resta il fatto che occorre comunque fare i conti con i numeri. Come un anno fa, era il 19 febbraio, per affiggere sul portone di Palazzo di Città il cartello “chiuso per scioglimento del Consiglio comunale, occorre racimolare 17 firme, tante ne servivano l’anno scorso e tante ne servono anche questa volta. Attualmente depositate dal notaio ce ne sono 6 che potrebbero salire a 14 se anche i consiglieri di centrodestra dovessero decidere di fare la stessa cosa. Ballano 3 firme, ancora. Una potrebbe essere quella della consigliera Bianca Boshnjaku, da tempo tra i banchi dell’opposizione; l’altra, quella della consigliera Patrizia Mignolo da poco passata al “nemico” per divergenze con l’assessora comunale all’Istruzione Federica Simili, la stessa che, però, all’atto della decisione di passare all’opposizione ha avito modo di dichiarare, interpellata all’epoca da Cronache tarantine, che non sarebbe stata certo lei ad andare a firmare dal notaio.
Ora, è vero che in seno alla maggioranza i mal di pancia ci sono e, in alcuni casi, sono anche forti ma è pur vero che, quand’anche Boshnjaku e Mignolo dovessero decidere di varcare l’uscio dello studio Monti, mancherebbe la 17esima fondamentale firma che, gioco forza, dovrebbe essere pescata proprio nelle fila di chi sostiene l’amministrazione Melucci. Ovviamente il totonome è subito partito e i primi due consiglieri comunali ad essere presi di mira sono Mario Odone, che recentemente al sindaco ha chiesto maggiore visibilità nella squadra di governo, e Massimiliano Stellato. Ma conoscendo il modo di come il consigliere e coordinatore regionale di Italia viva intende la politica, è difficile immaginare che possa accodarsi ad una iniziativa estemporanea e frutto, viste le dichiarazioni fatte in commissione Assetto del territorio da Bitetti e Liviano, di iniziative personali.
A Palazzo di Città, intanto, tira un’aria di relativa tranquillità legata al fatto che si reputa difficile che le 17 firme ci siano tutte entro il 24 febbraio, termine entro il quale poter andare a votare già in primavera. E, poi, altro discrimine, al centrodestra conviene che si vada a votare in primavera o piuttosto puntare a scavallare quella data e cercare di mandare a casa il sindaco dopo assicurandosi, così, un anno di commissariamento con tanto di commissario nominato dal Governo “amico”?
Certo, dicono a Palazzo di Città, dopo che l’opposizione ha strepitato perché si salvassero i lavoratori della Multiservizi e gli asili nido restassero pubblici adesso è disposta a mandare tutto in cavalleria con la nomina di un commissario?
Ragionamenti ripresi, e postati su facebook, dal presidente di Kyma ambiente, Giampiero Mancarelli. «Si apre la Tangenziale Sud – scrive Mancarelli -. Si riqualifica il waterfront di Città Vecchia. Si migliora il lungomare di Taranto. Si stanno completando gli atti amministrativi per lasciare gli asili nido nella medesima condizione pubblica. Si aumenta la percentuale di raccolta differenziata. Si propone un nome di sintesi tra Comune di Taranto e Regione Puglia per la governance dei Giochi del Mediterraneo. Insomma si serve al meglio il nostro territorio» mentre in queste ore «con amarezza stiamo assistendo alla ennesima raccolta firme presso uno studio notarile promosso dagli inadeguati dirigenti del centrosinistra tarantino per cercare lo scioglimento del Consiglio Comunale. Quindi tutta la preoccupazione per gli asili nido è d'un tratto svanita. Solo strumentalizzazioni allora». Poi la conclusione: «Insomma, la Politica frequenta i cittadini.
La politica rancorosa frequenta gli studi notarili».