CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
«La domanda a cui siamo chiamati a fornire una risposta è se apprezziamo quest'amministrazione comunale presieduta dal sindaco Melucci oppure no. Se la risposta è positiva, cioè questa amministrazione ci piace, è assolutamente legittimo appoggiarla e sostenerla, diversamente bisogna decretarne la fine».
Poche parole ma chiare. A metterle nero su bianco sono Piero Bitetti (CON), Gianni Liviano (Demos), Antonio Lenti (Europa Verde), i tre dem Luca Contrario, Lucio Lonoce e Enzo Di Gregorio – i sei consiglieri che si sono già recati dal notaio Monti a depositare le proprie firme propedeutiche allo scioglimento del Consiglio comunale – ai quali si è aggiunta la consigliera Bianca Boshnjaku del Misto di minoranza.
Poche righe che sono un messaggio all’altra metà dell’opposizione, quella rappresentata dal centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Svolta liberale e Pli) riunita nel frattempo in conferenza stampa in un albergo cittadino.
«Se la parte rimanente dell'opposizione ritiene utile un qualsiasi altro metodo, previsto dalla legge – scrivono i sette consiglieri - noi siamo disponibili a seguirlo pur di consentire alla città di liberarsi da questa situazione di evidente disagio che tutti i nostri concittadini stanno sperimentando».
Del resto, spiegano Bitetti, Liviano, Lenti, Boshnjaku, Contrario, Lonoce e Di Gregorio, «ci interessa l'obiettivo e non gli strumenti utilizzati: non abbiamo alcun interesse ad avere primogeniture e rispettiamo le sensibilità di tutti». Ma resta il fatto, concludono, che «noi riteniamo da tempo che sia giusto decretare la fine di questa esperienza e consentire alla città di poter votare in primavera per scegliere il nuovo sindaco e per questa ragione siamo andati a firmare dal notaio».