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Non solo Comune. Perché con lo scioglimento del Consiglio comunale di Taranto si dovrà tornare a votare per il rinnovo dell’attuale Consiglio provinciale dal momento che l’assise provinciale adesso è monca della rappresentanza del Comune di Taranto.

Come si ricorderà, le elezioni provinciali si svolgono con un sistema di voto indiretto. Questo significa che non sono i cittadini a votare direttamente per i membri del Consiglio provinciale ma sono i rappresentanti locali (sindaci e consiglieri comunali) a farlo. Ogni Comune della provincia esprime un numero di voti proporzionale alla sua popolazione. E Taranto, ovviamente, recita la parte del leone.

Il Comune di Taranto in Consiglio aveva espresso i consiglieri comunali Lucio Lonoce (lista Terra Jonica), Salvatore Brisci, Adriano Tribbia, Carmen Casula e Goffredo Lo Muzio (tutti eletti con la lista Comunità jonica vicina al sindaco della città capoluogo) con quest’ultimo designato vicepresidente della Provincia dal presidente dell’Ente, Rinaldo Melucci.

Adesso tutto ritorna in gioco anche in via Anfiteatro. Qui il vicepresidente nominato dal presidente Melucci, Goffredo lo Muzio, è decaduto dall’incarico non essendo più in carica. Per porre rimedio a ciò, e dovendo assicurare il funzionamento per i successivi 90 giorni come prevede la legge, nell’attesa della nuova composizione dell’assise cittadina, nelle ore immediatamente successive allo scioglimento del Consiglio comunale Melucci aveva provveduto a nominare vicepresidente il consigliere Angelo Laterza di Forza Italia non senza suscitare polemiche nel Pd che, con la segretaria provinciale Anna Filippetti, ha contestato aspramente questa decisione. Critiche contro le quali è intervenuto il segretario cittadino del Pli, Mirko Maiorino.

Ritornando alla nomina a vicepresidente di Angelo Laterza, questa potrebbe risultare illegittima in quanto effettuata da un presidente della Provincia ormai non più in carica. Nel caso le cose stessero così il ruolo di vicepresidente “traghettatore” toccherebbe al consigliere “anziano” Roberto Puglia, consigliere di Fratelli d’Italia.

Comunque occorrerà necessariamente attendere l’esito delle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale – molto probabilmente i tarantini saranno chiamati alle urne l’11 maggio prossimo con eventuale ballottaggio il 25 dello stesso mese - prima di poter procedere alla ricomposizione di quello provinciale.

Filippetti (Pd): “L’unica continuità amministrativa che Melucci ha onorato è quella delle nomine”

A cosa pensava Melucci un’ora dopo le dimissioni dei 17 consiglieri comunali che ha sancito lo scioglimento del Consiglio comunale di Taranto e di conseguenza la decadenza del presidente della Provincia? A nominare vicepresidente dell’ente di via Anfiteatro un consigliere provinciale di Forza Italia, Angelo Laterza. Una forzatura che segna la cifra che ha caratterizzato il modus operandi di Melucci: nomine, sempre nomine, fortissimamente nomine».

Non ha peli sulla lingua la segretario provinciale del Pd, Anna Filippetti, nel segnalare quanto avvenuto e nel ricordare come da mesi, lei e il suo partito, segnalano «l’inciucio costante tra Melucci e il centrodestra che solo ora si ricorda di dire che l’amministrazione tarantina era disastrosa e fallimentare». Al contrario il Pd, che inizialmente governava con il sindaco Melucci, rivendica il coraggio e la coerenza di «essere usciti da quella maggioranza più di un anno fa rinunciando a incarichi, indennità e poltrone. Una pratica molto rara in politica», sottolinea ancora Anna Filippetti. E, «visti i continui valzer di nomine, assessori e rotazioni dei dirigenti», il Pd si sente di poter affermare che «l’unica continuità amministrativa che l’ormai ex sindaco ed ex presidente della Provincia di Taranto Rinaldo Melucci ha onorato» è stata «quella delle nomine. Non possiamo non ribadire – conclude Anna Filippetti - che siamo lieti che questo circo sia terminato».

Maiorino (Pli) replica a Filippetti (Pd): “Il Pd tenta maldestramente di riscrivere la storia politica di Taranto”

Il Pd tenta di riscrivere la storia politica di Taranto e di nascondere la propria responsabilità nel declino della città. È questo il succo dell’attacco che Mirko Maiorino, segretario cittadino del Pli porta alla segretaria provinciale del Pd, Anna Filippetti, la quale ha voluto rimarcare il disimpegno del suo partito dalla maggioranza che appoggiava il sindaco Melucci e il declino cui è stata portata la città. «Le scelte amministrative che hanno portato Taranto alla sua attuale situazione sono state prese dai membri del Pd, in particolare durante l'amministrazione del sindaco Melucci», rincara la dose il segretario del Pli che ai dem rimprovera anche «la mancanza di trasparenza e visione» dal momento che molti degli attuali esponenti del partito «hanno avuto un ruolo attivo nelle decisioni sbagliate che hanno danneggiato il tessuto sociale ed economico di Taranto».

Per cui, è opinione di Maiorino, il tentativo del Pd di distaccarsi da queste responsabilità «è inaccettabile, soprattutto in vista delle imminenti elezioni, dove gli stessi attori che hanno contribuito al fallimento amministrativo cercano di presentarsi come nuovi salvatori. Chi ha contribuito al declino di Taranto – conclude - non può ora proporsi come la soluzione ai problemi della città».

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