CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
«Le questioni ex Ilva e Leonardo sono tali sulle quali non è possibile perdere ulteriore tempo.
Il 5 marzo incontrerò a Roma il ministro alle Imprese e al made in Italy, Adolfo Urso, per approfondire questi temi perché vogliamo capire, nel primo caso, a chi intendono vendere la fabbrica, e nel secondo in che modo l’azienda intende superare la sua crisi industriale. Il 3 (marzo, ndc) inoltre su Leonardo ho convocato da me a Bari le organizzazioni sindacali di categoria».
E, ancora, il candidato sindaco per Taranto? «Beh, ovviamente mi deve assomigliare ma non ne vedo tanti in giro. Farlo io? Sono troppo vecchio. Mi sarebbe tanto piaciuto essere nato qui (a Taranto, ndc) perché questa è una città meravigliosa ma sono di un altro posto, quindi…. E, poi, i sindaci devono essere del luogo dove devono svolgere la loro funzione».
È un Michele Emiliano a tutto tondo e, a dispetto di qualche piccolo acciacco fisico, bene in forma. La giornata tarantina, quella del 28 febbraio, del presidente della Regione si è snodata in un susseguirsi di impegni. A cominciare dalla tarda mattinata, quando ha partecipato alla presentazione del concorso artistico per il nuovo ospedale San Cataldo, per finire nel tardo pomeriggio al Salina Hotel all’assemblea provinciale del Pd. In mezzo un breve pranzo al ristorante “Al Faro”.
Giacca e cravatta impeccabili ma, a sentirlo parlare, sembra che la maglia interna sia a tinte rosso e blu perché, in tutti gli incontri che ha fatto, Emiliano ha ripetuto, come un mantra, che Taranto «è stata una delle capitali culturali del Mediterraneo ed è una delle città più belle d'Italia. Una città piena di asset fondamentali, dall’industria alla formazione, ci sono le facoltà di Giurisprudenza e Medicina e adesso abbiamo sostenuto anche quella di Farmacia, alla cultura, con il museo archeologico tra i più importanti d’Italia e con il Festival più importante della Puglia che è il Medimex. Taranto – ha ribadito qualora ce ne fosse ancora bisogno - in questo momento, a mio parere, è tra le città chiave dell’economia italiana perché qui si giocano le partite dello spazioporto di Grottaglie-Taranto, della transizione energetica, del rilancio della siderurgia italiana. Taranto è la città dell'arte, della bellezza e della visione strategica dell'economia italiana ed europea. Su questo luogo stiamo puntando per la riscossa dell’Italia».
Del resto, ha sottolineato con forza il governatore della Puglia, sulla città dei due mari «investiremo una somma pazzesca del Jtf, abbiamo rilanciato la Biennale del Mediterraneo chiedendo al ministro alla Cultura, Giuli, di puntare su questo progetto».
Taranto, Taranto e ancora Taranto: e le altre città pugliesi? «Non me ne vogliano ma stiamo lavorando essenzialmente su Taranto perché in questo momento è la città che potrà consentire all’Italia di dire all’Europa, agli Stati Uniti, all’Azerbaijan, ai russi cosa intendiamo fare del nostro patrimonio industriale, culturale, della formazione e quale è il futuro dell’Italia stessa».
Infine la Sanità in sofferenza in Puglia e che in riva allo Jonio si traduce in carenza di organici, di posti letto e con un pronto soccorso, quello del Ss. Annunziata, al collasso. E qui Emiliano è tranchant: «il governo Meloni, per far quadrare il suo bilancio, ha messo le mani in quello della Puglia prelevando 60 milioni di euro. Risorse che sarebbero state utili per noi e per la Sanità. Non ha i soldi per far quadrare il proprio bilancio ma poi destina il 2% alle spese militari. Speriamo che almeno le utilizzino su Leonardo!».
L’ora si è fatta tarda. C’è da affrontare un lungo pomeriggio e un po’ di riposo non può che far bene ad un convalescente, per i postumi di un intervento chirurgico, Michele Emiliano che trova, però, il tempo per esortare i tarantini «a sentirsi pieni di autostima» soprattutto in vista della scelta del prossimo sindaco della città.