CRONACHE TARANTINE
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La prima, come spesso accade, è sempre una riunione interlocutoria. E così è stato anche giovedì 27 febbraio quando si è riunito il tavolo del centrosinistra.
Un incontro nel corso del quale è stato abbozzato un ragionamento sui programmi ma niente è stato detto sul possibile candidato sindaco della coalizione. La sensazione è che il Partito democratico, che a torto o a ragione può considerarsi il socio di maggioranza, voglia mettere il sigillo sul nominativo da lanciare nella corsa a Palazzo di Città (anche se alcune indiscrezioni parlano della possibilità che i Verdi possano proporre un loro nome di peso e gli indizi porterebbero all’ex europarlamentare Rosa D’Amato). Se espressione della politica o della società civile, questo è ancora tutto da vedere. Anche se il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante la sua presenza a Taranto nella giornata del 28 febbraio, ha lasciato intendere che la seconda via andrebbe tenuta seriamente in considerazione anche perché l’esperienza tarantina di un sindaco espressione della società civile i suoi effetti positivi li ha prodotti salvo franare per quelli che ha definito “aspetti caratteriali” del primo cittadino.
Martedì prossimo ci sarà un nuovo round. Anche perché occorre fare in fretta e il tempo è quello che è. Se fosse, infatti, confermata la data dell’11 maggio (anche se in campo c’è l’ipotesi di spostare la tornata elettorale al 25 maggio in maniera tale che l’eventuale ballottaggio coincida con il voto sui referendum del 14 giugno), le liste vanno presentate entro l’11 aprile.
Intanto sembrano salire le quotazioni del presidente del Ctp, Francesco Tacente, componente di Io C’entro, il movimento politico-culturale fondato da Costanzo Carrieri. Sul fronte opposto, quello del centrodestra, si penserebbe alla candidatura a sindaco del consigliere regionale Massimiliano Di Cuia. Certo è che la prossima settimana potrà essere foriera di novità. Al momento l’unico candidato sindaco ufficiale è il leader di “Adesso”, Mirko Di Bello, mentre resta ufficiosa quella del consigliere regionale Massimiliano Stellato annunciata circa 4 mesi fa ma poi mai riconfermata dallo stesso.
Elezioni, l’appello di Gianni Liviano alle “persone migliori”
«È giunto il momento che le persone migliori, quelle eticamente più corrette e culturalmente più attrezzate, si lascino coinvolgere, attraverso un patto trasversale, nella gestione della città». Pensieri e parole sono quelle dell’ex consigliere comunale di Demos, Gianni Liviano, secondo il quale «non è più ammissibile che i cittadini di Taranto migliori, quelli più eticamente e culturalmente più attrezzati si limitino a commentare e lascino gli spazi del governo della città a personaggi di basso profilo».
Insomma, il fatto che si senta l’esigenza, spiega l’esponente di Demos, di ricompattare la comunità, di alzare il livello culturale «che va decisamente migliorato», di porre rimedio all'esodo dei giovani e all'invecchiamento della città, di continuare sulla strada intrapresa di diversificazione delle prospettive economiche, di dare risposte alle tante vecchie e nuove povertà «e tra queste alle solitudini diffuse», raccontano il bisogno «di superare vecchie logiche che la nostra città perpetua e che negli anni hanno prodotto solo danni su danni».
Vecchie logiche che Liviano individua nel «populismo diffuso di chi si lamenta sempre di tutto e di tutti ma non è capace di fornire una sola idea, o alle solite dinamiche della ricerca dell’uomo gradito, senza aver effettuato prima alcuna valutazione di merito, o a logiche baresi o romane che spesso con il bene della città hanno poco o nulla a che spartire. Non si tratta – conclude - di opporsi ai partiti, che sono un valore per la democrazia, ma di essere propositivi e di aiutare i partiti ad evolversi da autoreferenzialità e da culture di steccato che non sono utili. Da queste elezioni passa il futuro della nostra città: non possiamo nuovamente sbagliare».
Iaia (FdI): “Emiliano continua a fare il gioco delle tre carte”
«Sulla decarbonizzazione Emiliano continua a sostenere, sbagliando, che l'ex ministro Fitto avrebbe bloccato i fondi e definanziato i due forni elettrici. E, ancora una volta, dice sciocchezze perché quelle risorse, come lui ben sa, sono state traslate dal Pnrr ai Fondi di coesione».
A parlare così è l’on. Dario Iaia di Fratelli d’Italia, il quale ribadisce che «non è stato sottratto alcunché. Già che ci siamo – conclude -, ci spieghi invece Emiliano perché ha chiuso il pronto soccorso del Moscati, ignorando le nostre richieste e quelle del territorio. Ci faccia anche sapere quando sarà disponibile per i tarantini il San Cataldo perché mentre lui fa passerelle, i cittadini hanno bisogno di risposte concrete».