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Ipotesi di campo largo con Pd e M5S insieme come nel modello barese? Calma, prima c’è da precisare che il Movimento 5 Stelle sia in Regione come a Taranto «giocherà una partita importante» perché «è una forza in forte crescita» e lo dimostrerà «alle prossime elezioni sia a Taranto che in Regione Puglia così come in altre realtà».


Che al sen. Mario Turco, vicepresidente M5S, piace giocare a calcio è cosa nota e lui lo dimostra anche nel dribblare le domande, soprattutto quelle a trabocchetto relative alla sua possibile candidatura a sindaco di Taranto proprio in quel campo largo che verrebbe mutuato anche in riva allo Jonio.
La saletta della sede di via Mazzini del movimento è piena di iscritti e simpatizzanti, tutti riuniti, in un sabato sera a tratti piovoso, per conoscere quella che sarà la linea che il M5S adotterà in vista delle imminenti elezioni amministrative.
E il senatore grillino non delude le aspettative. «A Taranto – ripete – si gioca una partita importante e noi ci faremo trovare pronti». Ma, perché c’è sempre un ma, «abbiamo bisogno di garanzie sia in Regione che su Taranto perché questa città merita un futuro diverso di sviluppo economico». 
Ma siccome la lingua batte sempre dove il dente duole, la domanda sulla sua possibile investitura a candidato sindaco torna ricorrente. E lui non fa una grinza: «a me fa onore che la città indichi il mio nome. Sono al servizio della città come, del resto, ho sempre fatto. È chiaro che la partita su Taranto dipenderà da una serie di incastri. Ci sono diverse regioni che vanno al voto come la Campania e la Puglia e poi c’è Taranto. Io sono – ripete – al servizio del Paese e soprattutto della città».
Ma per governare o aspirare a farlo c’è bisogno di una classe dirigente formata e tale da non doversi trovare all’improvviso fuori dal Consiglio comunale, come è accaduto per due legislature consecutive, senza il proprio rappresentante passato nel frattempo dall’altra parte della barricata. Un inciampo che Turco spiega con pacatezza. «Il movimento 5 Stelle – sottolinea – ha dimostrato di non essere attaccato alle poltrone. Facciamo politica tra la gente ed è quello che più ci interessa. Il tema di essere o non essere dentro il Palazzo questo viene dopo. Abbiamo difeso la città sul Pug al quale non diciamo ancora una volta no così come sul dissalatore sul fiume Tara e attendiamo una grande riconversione ambientale del siderurgico perché non accetteremo che sulla pelle dei cittadini si facciano giochi che non proiettano la città verso un futuro diverso».
Ma tra Giochi del Mediterraneo, fondi del Just transition fund da spendere pena la restituzione a Bruxelles cose di cui occuparsi, per il futuro sindaco, ce ne saranno parecchie e appelli alla parte migliore della città a candidarsi, il parlamentare tarantino tranquillizza tutti e indicando i cittadini presenti all’incontro, annuncia «l’inizio di un percorso che partirà da questa sede per spostarsi poi nelle piazze. È chiaro – conclude – che Giochi del Mediterraneo e Jtf sono progetti che il M5S, il governo Conte II e Mario Turco sottosegretario alla presidenza del Consiglio in quel governo hanno portato a Taranto».
Poi il messaggio chiaro: no al trasformismo e rinnovo della classe politica locale. «Faccio un invito alle forze sane della mia città di scendere in campo direttamente o indirettamente per una riconciliazione politica ed economica». Il calcio d’inizio alla partita è stato dato. Resta da vedere se il sen. Turco la disputerà in un “campo largo” oppure no.

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