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Sei liste e un candidato sindaco. Il movimento civico “Adesso” è il primo a presentarsi ai nastri di partenza della corsa che ha, come obiettivo, Palazzo di Città e una nuova squadra di governo per la città.

Mirko Di Bello, quarant’anni, il giovane sul quale la coalizione ha deciso di puntare. Sei liste sinonimo di freschezza perché composte, per la maggior parte, da ragazze e ragazzi che hanno deciso di provare a dare una spallata alla politica datata e incartapecorita e a provare a pensare ad una Taranto moderna e dinamica.

“Con Di Bello sindaco”, “Taranto e futuro”, “Movimento sportivo”, “Impronta verde”, “Tre terre” e “I rioni”: sono loro che appoggeranno Di Bello, cognome che non passa certo inosservato (Mirko è il nipote della sindaca Rossana Di Bello che ha amministrato la città dal 2000 al 25 febbraio del 2006)

Di Bello, lei scende in campo sostenuto da 6 liste. Cosa vi proponete?

«Puntiamo sul cambiamento. Nonostante le difficoltà, nonostante il sistema politico organizzato e strutturato noi, però, cerchiamo di rappresentare qualcosa di nuovo con volti nuovi e con persone che possano avere le competenze per gestire quelle che saranno le nuove sfide che attendono la città».

Qual è l’area politica di riferimento cui guardate.

«Non abbiamo un’area di appartenenza. Certamente siamo democratici, siamo per l’ambiente, siamo per il lavoro. Questi ci rende trasversali perché nel nostro gruppo ci sono persone che sono vicine a quelli che sono gli ideali della sinistra, a quelli della destra e a quello che è lo spirito ambientalista. Quindi siamo trasversali nel vero senso del termine».

Trasversalità che, però, gioco-forza, dovrà arrivare a sintesi.

«Certamente. Noi non abbiamo cominciato oggi la nostra esperienza. Ci siamo già riuniti diverse volte e abbiamo compiuto un lavoro capillare sul territorio mettendo subito in chiaro tra noi che andavano superati gli steccati ideologici, che molto spesso creano divisioni, e lavorare per il bene comune e ai problemi più comuni della città».

Ovvero?

«Mi riferisco ai parcheggi, ai trasporti, al decoro urbano, al verde quindi tutte tematiche che non hanno una vera e propria connotazione politica precisa ma la cui risoluzione non può che portare benefici e benessere ai cittadini e alla città».

Di Bello, il suo è un cognome di “peso”. Sua zia Rossana è stata sindaca di Taranto dal 2000 al 2006. Sente la responsabilità?

«Ne porto con orgoglio il peso. Mi sono già avvicinato alla politica ma poi me ne sono allontanato perché non ne condividevo i meccanismi all’interno dei quali spesso, laddove non ci sono accordi, si finisce con il rimanere isolati. Quando mia zia Rossana è stata sindaca ero un ragazzo di 15 anni poco interessato alla politica di cui non conoscevo i meccanismi».

Oggi, invece?

«Oggi invece la politica la studio e questo mi sta permettendo di individuarne i lati oscuri per combatterli».

I problemi che attanagliano la città li conosciamo tutti. Se dovesse scegliere, quale sarebbe il primo cui metterebbe mano.

«Partirei, sicuramente, dalle cose più semplici. Quelle che i cittadini avvertono di più sulla propria pelle e che possono essere risolti immediatamente senza dover correre dietro la ricerca di grandi finanziamenti».

Tipo?

«Ad esempio il problema legato ai parcheggi. Questo contribuirebbe, soprattutto al Borgo, a restituire vitalità a questa parte della città e ai commercianti. Molta gente, infatti, preferisce andare ad abitare in provincia o a fare spese nei grandi centri commerciali. Queste persone, invece, vanno riportate nel Borgo umbertino. Così facendo aiuteremmo anche il commercio di prossimità che svolge una funzione anche sociale e di controllo del territorio. Una soluzione, per quanto riguarda i parcheggi, è reintrodurre la proporzionalità tra strisce blu e strisce bianche come avviene n gran parte delle grandi città d’Italia».

 

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