CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Un nuovo pericolo sembra incombere sugli asili nido del Comune di Taranto. La privatizzazione, infatti, potrebbe non essere del tutto scongiurata.
A lanciare l’allarme è il consigliere regionale ed ex consigliere comunale Enzo Di Gregorio. Da informazioni in suo possesso, dal 4 febbraio ad oggi, cioè da quando l’amministrazione comunale decise di tornare sui propri passi, «non sono stati adottati gli atti amministrativi necessari per bloccare la privatizzazione inizialmente prevista nel Documento unico di programmazione (Dup)». Da qui il timore di Di Gregorio che l'ipotesi della gestione privata possa farsi di nuovo concreto.
Come si ricorderà, lo scorso 4 febbraio, l'amministrazione comunale tornò sui suoi passi rispetto a quanto deliberato a fine 2024, decidendo di mantenere la gestione pubblica degli asili. «La marcia indietro su un tema di grande interesse sociale – sottolinea Di Gregorio - è stata il frutto di una forte e convinta battaglia politica in Consiglio comunale oltre che della mobilitazione dei sindacati, delle famiglie e degli operatori del settore».
Sulla questione l’allora sindaco Melucci assicurò che nelle pieghe del bilancio sarebbero state individuate, attraverso una manovra di assestamento, le risorse necessarie per mantenere pubblici i 9 asili comunali già operanti e i 2 di nuova realizzazione. Il Consiglio, comunale, inoltre, aveva votato all’unanimità una mozione con il quale impegnava sindaco e giunta ad operare in tal senso.
Dopodichè il silenzio aggravato dal fatto che, nel frattempo, la giunta comunale è caduta sotto il colpo di 17 firme che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio comunale.
Per scongiurare, quindi, il pericolo della privatizzazione incombente sugli asili nido comunali, Di Gregorio rivolge un appello alla commissaria prefettizia Giuliana Perrotta «affinchè verifichi con urgenza questa vicenda e, se necessario, provveda ad emanare un provvedimento che modifichi quanto inizialmente previsto dall'Amministrazione comunale».