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Ancora ventiquattro ore separerebbero il tavolo del centrosinistra dalla fumata bianca su chi sarà il candidato sindaco della coalizione.

Tutto rinviato all’11 o, al massimo, 12 marzo. Dal vertice intanto filtrano notizie che parlano, comunque, di un sensibile passo in avanti. A quanto pare dai quattro nomi sul tavolo - Mattia Giorno, Piero Bitetti, Gianni Liviano e il sen. Mario Turco – si sarebbe ristretta la rosa a due soli nominativi, anche se durante l’incontro Socialismo XXI avrebbe avanzato la proposta di candidatura dell’ex eurodeputata dei Verdi, Rosa D’Amato.
Due nomi dunque che sarebbero quelli di Mattia Giorno, la cui indicazione da parte del Pd risale a non più di tre giorni fa, e di Piero Bitetti portato sin dalla prima ora da CON Taranto tra le cui fila è stato eletto nel Melucci bis.
A quanto pare, su Piero Bitetti ci sarebbe la convergenza degli altri partiti della coalizione compreso Demos che, comunque, aveva proposto il nome del suo leader Gianni Liviano nonché di effettuare le primarie di coalizione. Del resto che i rapporti tra i due ex consiglieri comunali (Bitetti ha ricoperto anche l’incarico di presidente del Consiglio comunale prima di essere sfiduciato dalla maggioranza che al suo posto hai poi eletto Luigi Abbate) fosse buono lo si è capito dalle numerose iniziative politico-culturali che le rispettive associazioni (La città che vogliamo di Liviano e Unire che ha proprio Bitetti tra i suoi fondatori) hanno di recente organizzato insieme. Resterebbe in piedi anche la candidatura del sen. Turco se non  fosse che questa è legata a decisioni che, con molta probabilità, verranno prese a livello regionale e saranno figlie di una serie di incastri politici. Ma, tant’è, i tempi sono stretti – si vota l’11 maggio o, al più tardi, il 25 dello stesso mese – e occorre accelerare perché dopo l’individuazione del candidato sindaco c’è da scrivere un programma condiviso e, soprattutto, preparare le liste elettorali.
Nella mattinata dell’11 marzo, intanto, il Pd ionico farà un ulteriore passaggio a Bari con il segretario regionale Domenico De Santis proprio per vagliare la propria posizione in merito alle novità emerse dall’incontro del 10 marzo. Ma la sensazione è che, alla fine, si possa chiudere sul nome dell’esponente di CON Taranto.
Intanto continuano ad agitarsi sempre più le acque nello schieramento opposto. A mettere un carico da novanta è la Lega con il segretario provinciale, Luigi Laterza, e il cittadino, Francesco Battista. Il partito di Matteo Salvini, infatti, ha subito replicato alle dichiarazioni del presidente provinciale di Fratelli d’Italia, on. Dario Iaia, sull’out out, seppure velato, del partito della Meloni di estromettere dai giochi figure riconducibili alla società civile, a farne e spese sarebbe il presidente del Ctp Francesco Tacente dato tra i papabili, e puntare su figure espressione della politica.
E Laterza e Battista non le mandano a dire. «La segreteria provinciale della Lega – scrivono a chiare lettere in una nota diramata alle 21.36 del 10 marzo - auspica che si giunga ad una coalizione aperta alle liste civiche che aderiranno al nostro progetto di governo per la città, senza preclusioni sulla scelta del candidato sindaco, che dovrà essere condivisa e concordata tra gli alleati». Parole pesanti e toni duri che hanno ricevuto la benedizione del coordinatore regionale, sen. Roberto Marti. La Lega, aggiungono Laterza e Battista, ribadisce la propria volontà «di costruire una coalizione condivisa con gli alleati del centrodestra, che accolga nel proprio interno quelle forze civiche che possano rappresentare una risorsa per il futuro della città, apportando un contributo in termini di esperienza e di progettualità». Per cui, concludono i due segretari, la definizione della coalizione «dovrà essere frutto di un processo che, partendo a livello locale, non potrà prescindere dalle indicazioni che emergeranno sui tavoli regionali e nazionali, tenendo conto dell’importanza strategica che Taranto ha non solo nel Mezzogiorno d’Italia ma nel contesto nazionale».
Per superare l’impasse e, soprattutto, visti i tempi che si restringono sempre più, sembrerebbe che Fratelli d’Italia stia facendo pressing sul ministero dell’Interno affinché anziché votare a maggio lo si faccia ad ottobre, quando i pugliesi saranno chiamati a votare per il rinnovo del Consiglio regionale.

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