CRONACHE TARANTINE
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È impensabile che Taranto e Massafra, due Comuni che insieme rappresentano il 40% della popolazione ionica, debbano essere escluse dalle votazioni per le elezioni del presidente della Provincia, carica rimasta vacante dopo la decadenza di Rinaldo Melucci.
Pensieri e parole sono quelli di Piero Bitetti, già presidente del Consiglio comunale di Taranto e candidato, dopo lo scioglimento dello stesso, a sindaco per il centrosinistra, il quale ha rivolto un appello ai parlamentari ionici ad adoperarsi affinché il voto per il presidente della Provincia sia posticipato rispetto all'appuntamento elettorale che riguarderà i due Comuni della provincia di Taranto».
Il ragionamento di Bitetti non fa una piega. Prima di dimettersi dall’incarico di vicepresidente della provincia, Angelo Laterza aveva fissato al 4 maggio la data per l’elezione del presidente della Provincia. Una data largamente in anticipo rispetto a quella, in cui i cittadini di Taranto e Massafra saranno chiamati alle urne per eleggere sindaco e Consiglio comunale, fissata per il 25 e 26 maggio.
È vero che nel caso delle amministrazioni provinciali si tratta di elezioni di secondo livello (in pratica ad esprimere il voto, con percentuali riferite alla popolazione dei singoli Comuni, sono i consiglieri comunali e non i cittadini) ma è anche vero, come fa notare Bitetti, che «questa esclusione, determinatasi a seguito delle note vicende amministrative, rappresenta un fatto di notevole rilevanza. A mio parere – conclude - sia Massafra che Taranto, con il capoluogo ionico alle prese, in particolare, con questioni di capitale importanza, dalla vertenza riguardante il futuro dello stabilimento siderurgico all'organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, hanno il diritto-dovere di concorrere al test elettorale».
Intanto nell’assise provinciale c’è maretta. Il consigliere provinciale nonché sindaco di Ginosa, Vito Parisi, ha inviato una diffida ufficiale in merito alla nuova convocazione del Consiglio provinciale che, tra i punti all’ordine del giorno, prevede la modifica dello Statuto dell’Ente.
Il motivo è semplice. «Una modifica statutaria – sostiene Parisi - non può essere approvata in assenza di un presidente e in un contesto di forte incertezza istituzionale. Attualmente – aggiunge Parisi - la Provincia di Taranto non ha una guida chiara e la legittimità degli atti è in discussione. Stiamo ancora aspettando un riscontro ufficiale del ministero dell’Interno, che deve chiarire la rappresentanza legale dell’Ente».
Ed è proprio la situazione di incertezza che ha indotto Parisi a non partecipare alla precedente seduta del Consiglio. «Se in questo clima si intende persino coinvolgere l’assemblea dei sindaci per la modifica dello Statuto provinciale – mette in guardia il sindaco di Ginosa e consigliere provinciale -, si rischierebbe soltanto di produrre degli atti che risulterebbero nulli. Per questo è necessario ripristinare un profilo istituzionale e l’auspicio è che si possa dialogare in tal senso. In questa situazione, qualsiasi atto adottato potrebbe essere impugnato, aggravando ulteriormente la crisi istituzionale in cui versa l’Ente. Per questo motivo, ho chiesto di sospendere qualsiasi decisione fino all’arrivo della risposta ministeriale. Coinvolgeremo – conclude Parisi - anche la Prefettura in questa fase».