CRONACHE TARANTINE
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E niente. Il centrodestra tarantino sembra essersi infilato in un cul de sac e, ancora, non riesce a cavare un ragno fuori dal buco. L’incontro del tavolo nazionale tenutosi nel pomeriggio del 19 marzo a Roma non ha prodotto gli effetti sperati.
Tutti restano sulle proprie posizioni: Forza Italia continua a proporre Massimiliano Di Cuia, la Lega sposa la candidatura di Francesco Tacente proposta a nome dei centristi Massimiliano Stellato, Fratelli d’Italia è solida e compatta sul nome del presidente di Confagricoltura, Luca Lazzàro.
Tre nomi sui quali i segretari regionali di Lega, sen. Roberto Marti, Forza Italia, on. Mauro D’Attis, e Fratelli d’Italia, Marcello Gemmato, insieme ai responsabili nazionali Enti locali delle tre formazioni politiche non sono riusciti ancora una volta ad andare a sintesi.
Eppure nel primissimo pomeriggio era circolata la voce che la scelta per la candidatura a sindaco era caduta sul forzista e consigliere regionale Massimiliano Di Cuia, rumor poi smentito nel giro di poco tempo. Anche se Massimiliano Di Cuia resta il naturale candidato sindaco nel caso in cui l’opzione politica dovesse prevalere su quella che riconduce alla società civile. E qui i nomi sono due: Francesco Tacente e Luca Lazzàro. Comunque, resta ferma la linea di Fratelli d’Italia secondo la quale chiunque sarà il candidato sindaco del centrodestra dovrà uscire dal perimetro del centrodestra. Tradotto: i biglietti li stacca il centrodestra, nessuna apertura a proposte provenienti dai centristi soprattutto se l’area di riferimento di quest’ultimi è affollata dai melucciani.
Insomma, tutto da decidere ancora. Con molta probabilità il tavolo nazionale tornerà a riunirsi lunedì prossimo. Intanto il tempo scorre a vantaggio degli altri candidati sindaco già ufficializzati e che hanno già lanciato la propria campagna elettorale. Anche se fonti vicine a chi ha partecipato al tavolo del centrodestra spiegano che non è importante chi parte per primo ma chi arriva per primo e che l’impasse è dovuta al fatto che, comunque, nel caso dei tre nomi attualmente sul tavolo della trattativa si tratta di personalità di un certo spessore.
È una corsa contro il tempo, dunque. La data per eleggere il nuovo sindaco e il Consiglio comunale è fissata al 25 e 26 maggio. Trenta giorni prima si chiude il tempo per presentare le liste. Se l’incontro di lunedì 24, sempre che sia confermata quella data, dovesse produrre la tanto attesa fumata bianca resterà un mese per presentare le liste. E proprio sulla difficoltà di approntarne una di un certo peso che sembrerebbe che la Lega, che comunque alle elezioni non correrà con il proprio simbolo ma con la denominazione Prima Taranto, avrebbe difficoltà a comporre senza l’apporto dei melucciani. Sostegno che verrebbe meno nel caso in cui la scelta del candidato sindaco non dovesse ricadere su Francesco Tacente. Un vero busillis.
Intanto a prendere una ferma e decisa presa di posizione è il segretario cittadino del Pli, Mirko Maiorino, il quale ritiene inaccettabile «qualsiasi ipotesi che non rappresenti una netta e inequivocabile discontinuità con l’amministrazione Melucci». Per cui, se la scelta dovesse ricadere sull’avvocato Francesco Tacente, pur riconoscendone le competenze professionali, «denunciamo con forza l’incoerenza politica di una candidatura che rappresenterebbe, nei fatti, la prosecuzione di quel sistema di governo che abbiamo combattuto e contribuito a mandare a casa. Per queste ragioni – conclude Maiorino -, il Partito liberale italiano di Taranto respinge con decisione qualsiasi possibile imposizione e si riterrà libero di assumere tutte le decisioni necessarie per tutelare la propria coerenza politica e il rispetto della volontà della propria base. Se il centrodestra vuole essere una forza di cambiamento, deve dimostrarlo nei fatti, scegliendo un candidato che rappresenti una rottura netta e definitiva con il passato».