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È un botta e risposta al calor bianco quello tra la segretaria provinciale del Pd, Anna Filippetti, e l’on. Dario Iaia di Fratelli d’Italia.

Tutto parte dalla conversione in legge, approvata dalla Camera dei deputati lo scorso18 marzo, del decreto ex Ilva che, secondo la segretaria Pd, non fa altro che spostare le responsabilità senza affrontare i problemi strutturali ed evidenzia la mancanza di una visione strategica e di investimenti concreti per la salute pubblica e le bonifiche.
«Non è una svolta, è un atto di resa. Non una risposta al futuro ma l’ennesima toppa burocratica che lascia tutto com’era: acciaio, inquinamento, silenzi», dice senza mezzi termini Anna Filippetti aggiungendo che il decreto « non introduce alcuna strategia di riconversione, alcun piano di decarbonizzazione, nessun investimento per la salute pubblica né misure reali per la bonifica».
Poi l’attacco all’on. Iaia e al governo Meloni. «Mentre tutto questo accade – rincara la dose Anna Filippetti - c’è chi, come l’onorevole Dario Iaia, in Parlamento tenta goffamente di nascondere l’inerzia del governo millantando risultati e opere che non appartengono né alla destra né alla sua parte politica (Fratelli d’Italia, ndc)».
Il riferimento della segretaria provinciale Pd è ai Giochi del Mediterraneo («ottenuti grazie all’impegno della Regione Puglia guidata da Michele Emiliano e del centrosinistra, non certo del governo Meloni», agli 800 milioni del Jtf («fondi europei programmati dal Governo Conte II e rafforzati da Regioni virtuose come la Puglia»), i progetti strategici come la stazione ferroviaria, il rifacimento del waterfront, gli impianti sportivi, autobus pubblici, opere urbanistiche («finanziati e avviati ben prima dell’arrivo di questo Governo»). E il governo Meloni cosa ha fatto per Taranto? «Ha stanziato – sottolinea Filippetti - solo 300 milioni per i Giochi del Mediterraneo: un decimo rispetto ai 3 miliardi di Milano-Cortina. È evidente che questo Governo considera Taranto e il Sud come aree di serie B».
Non si è fatta attendere la replica dell’on. Iaia che parla di un Pd «in evidente stato confusionale dopo il tragico fallimento dell’amministrazione Melucci, da loro convintamente sostenuta sino allo scorso anno. Il decreto sull’ex Ilva – aggiunge il parlamentare ionico - è un provvedimento che assicura la continuità produttiva dello stabilimento e del gruppo. Nel contempo si garantisce la capacità per la società, che ricordiamo è in amministrazione straordinaria, di pagare lo stipendio di migliaia di dipendenti diretti ed indiretti e delle imprese dell’indotto. È troppo facile schierarsi dalla parte dei lavoratori e delle aziende a parole senza poi fare nulla di concreto».
Al contrario, fa ancora presente Iaia, il governo Meloni «interviene con i fatti stanziando ulteriori 100 milioni per favorire la continuità del lavoro e la sicurezza dei lavoratori». Insomma, per l’esponente di FdI, sarebbe bastato che il Pd avesse letto il bando di vendita per rendersi conto «che uno dei punti qualificanti dell’offerta di acquisto è la decarbonizzazione. Il Pd inoltre fa finta di non ricordare come il loro bando di vendita non prevedeva stranamente rilanci, a differenza di quello in corso. Purtroppo – conclude Iaia - abbiamo visto in questi anni come il populismo, la demagogia e il dilettantismo del Pd non abbiano portato ad alcuna soluzione. Si sono susseguiti i governi Letta, Renzi, Gentiloni, Conte I e II e cosa hanno fatto? Hanno risolto i problemi o li hanno aggravati? Se avevano tutte queste idee e soluzioni perchè non le hanno attuate? La verità è che non sono più credibili agli occhi della città e per coprire le proprie responsabilità creano mostri da sbattere in prima pagina».

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