CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Le Asl stanno inviando richieste di pagamento di penali per mancata disdetta di prestazioni sanitarie risalenti, in alcuni casi, anche a 12 anni fa.
Un problema che il consigliere regionale e capogruppo di Fratelli d’Italia, Renato Perrini, credeva fosse stato risolto nonostante le sue sollecitazioni all’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Piemontese.
«Ricordo – dice Perrini - che il 6 agosto del 2021, su mia sollecitazione approvammo all’unanimità una legge regionale (la n.26) che stabilisce che “non si procede alla rivalsa per omesso versamento e omessa compartecipazione alla spesa sanitaria, riferita ai ticket sanitari dovuti dai cittadini alle aziende sanitarie pubbliche, per prestazioni sanitarie erogate in pronto soccorso non seguite da ricovero e sulla base di una asserita esenzione non verificata dalle aziende sanitarie precedentemente al 30 giugno 2016. La presente disposizione si applica, altresì, alle sanzioni previste per la mancata disdetta al 30 giugno 2016 delle prenotazioni che siano state emesse a carico di coloro i quali sono esonerati per legge dal pagamento del ticket sanitario».
Ragion per cui, fa presente Perrini, «tutti gli avvisi fino al 30 giugno 2016 non dovevano essere pagati! Per altro la legge non è stata impugnata dal Governo e quindi è in vigore anche se, purtroppo, continuano ad arrivare richieste di pagamento».
Eppure, nonostante ciò, Perrini denuncia di aver ricevuto, nei giorni scorsi, «numerose segnalazioni di cittadini che continuano a ricevere sanzioni dalle Asl pugliesi per mancata disdetta di visite mediche, delle vere e proprie vessazioni nei loro confronti già alle prese con una sanità regionale che da una parte non dà risposte concrete ed efficienti e dall’altra bussa a denari».
Perché si faccia chiarezza una volta per tutte, il consigliere regionale di FdI, ha depositato una richiesta di audizione in commissione Sanità «al fine di comprendere come mai la Asl di Taranto pretende penali per visite mediche prenotate e non fatte 10 anni fa e di fatto non applica la vigente normativa».