CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
BRINDISI-TARANTO 0-0
BRINDISI Staropoli; Benvenga, Lanzolla, Barrera, Lobosco (29' s.t. Scoppa); Gori (21' s.t. Cauteruccio), Bernaola, K. Sanchez (16' s.t. Carpineti); Burzio (42' s.t. Alboni), Saraniti, Caputo. (Antonino, Attanasio, Perrone, Langone, J. Sanchez). All. Ciullo
TARANTO Mastrangelo; Hadziosmanovic, Rizzo, Konate (34' s.t. Delvino), Sansò; Marino (29' s.t. Zampa), Vukoja; Incerti (40' s.t. Derosa), Losavio (29' s.t. Russo), Loiodice (46' s.t. Di Paolantonio); Aguilera. (Martinkus, Kirliauskas, Monetti, Trombino). All. Danucci
ARBITRO D'Erario di Bari
NOTE Spettatori 2.000 circa. Ammoniti Burzio, Carpineti. Angoli 4-5.
Brindisi-Taranto 0-0, Bisceglie-Canosa 2-3, Montecchio Gallo-Urbania 3-1. Si tirano le somme. Bisognava sdoppiarsi, seguire con attenzione le vicende del Fanuzzi e collegarsi idealmente con almeno due campi. Alla fine di questi ultimi novanta minuti, il Taranto sa che disputerà i playoff, che non incontrerà il Bisceglie (promosso in D) sulla sua strada verso il salto di categoria per effetto del successo dei marchigiani del Montecchio finalista come i baresi di Coppa Italia di Eccellenza, ma ora già sicuri del primo posto nel proprio girone. In più il Taranto è consapevole che avrà bisogno di tre punti nell'ultima gara contro il Gallipoli per sigillare il terzo posto e giocare la sfida contro il Canosa (ora a pari punti) con il vantaggio del fattore campo per effetto degli scontri diretti favorevoli. Brindisi e Taranto ottengono quello che volevano alla vigilia. La squadra fresca di vittoria finale mantiene l'imbattibilità, i rossoblù conquistano il risultato minimo che lo pone al riparo dall'assalto del Canosa alla posizione privilegiata. Novanta minuti vissuti pro forma, senza particolari emozioni. A fine stagione bisogna anche badare al sodo.
La festa del Brindisi si è consumata con una degna cornice di pubblico al netto di uno stadio Fanuzzi in regia di ristrutturazione. C'è un campionato da omaggiare e una promozione da esibire con orgoglio. Quello che tra qualche settimana vorrebbe ripetere il Taranto in segno di emulazione. Unico neo, l'assenza di tifosi tarantini. Danucci deve rinunciare a Guastamacchia, inserisce Marino al posto di Di Paolantonio. Il 4-2-3-1 non muta. C'è curiosità nel capire quale piega psicologica prenderà il derby. Se la squadra di Ciullo (4-3-3) avrà la pancia piena o se vorrà scaricare l'entusiasmo accumulato in una settimana attraverso una prestazione di spessore. Il Taranto sa che non può distrarsi. L'inizio è confortante, i rossoblù mostrano personalità nel pressare alto e nel verticalizzare in modo immediato. Il derby mantiene connotati alti agonistici. Ne consegue una oggettiva difficoltà a proporre occasioni da gol. Il taccuino resta immacolato. Il Taranto prova spesso a sfondare a destra, il dispositivo del Brindisi, miglior difesa del girone, controlla con sicurezza. Mastrangelo è il primo portiere sollecitato da un colpo di testa di Barrera. Un brivido che intimidisce la squadra ionica ora protesa più a controllare le manovre avversarie. Troppo importante uscire con un risultato positivo, l'attenzione a non concedere spazio ai brindisini si accentua. Al 33', però, Staropoli esce sui piedi di Aguilera lanciato a rete. Un episodio che restituisce slancio ai rossoblù nella parte finale della prima frazione. La sfida non prevede clamorosi colpi di scena. Pur mantenendo uno spirito battagliero pronunciato, Brindisi e Taranto sembrano non volersi fare male anche nella ripresa. Qualche contropiede potrebbe essere sfruttato meglio, a volte i passaggi o il controllo di palla risultano troppo imprecisi. Solo i vari cambi rompono la monotonia di uno 0-0 granitico. Konate abbandona per problemi muscolari e le sue condizioni dovranno essere monitorate nei prossimi giorni. Finisce senza reti, il Brindisi resta in campo per godersi e ricevere il meritato tributo. Il Taranto guarda e prende appunti.